Perchè quando starnutiamo chiudiamo gli occhi

Per quanto in apparenza potrebbe sembrare una domanda banale, “perchè quando starnutiamo chiudiamo gli occhi”, rimane una delle domande sul corpo umano più ricercate dagli italiani su internet!

Da qui ho pensato di poter aprire una nuova sezione su questo sito, chiamata Curiosità sul Corpo umano, dove con calma, andremo a rispondere ed a vedere le domande più curiose, o semplicemente più richieste a internet; quindi iniziamo!

 

Perché chiudiamo gli occhi quando starnutiamo?

Lo starnuto è un atto fisiologico involontario caratterizzato da una profonda inspirazione seguita da una forte espirazione attraverso le cavità nasali, è provocato da una reazione difensiva della mucosa nasale a stimoli esterni.

Nel corso degli anni si sono trovate diverse spiegazioni “particolari” a questo fenomeno, probabilmente perchè la risposta corretta era troppo banale o poco avvincente.

Quindi oggi andremo a vedere in modo adeguato per quale motivo avviene questo riflesso fisiologico e sfateremo un paio di bufale connesse ad esso.

 

Le 3 fantasiose bufale:

1) è un meccanismo biologico che serve a proteggere gli occhi e le cavità lacrimali.

Questa è una improbabile teoria, perchè in modo implicito sostiene che ciò che fuoriesce dal nostro naso sia tossico o dannoso per gli occhi.

Infatti il materiale espulso dallo starnuto è prevalentemente muco, contenente pulviscolo, polline e microparticelle di acqua.

Ad eccezione del muco, queste sostanze sono presenti in modo fisiologico nelle vie aeree, e nell’aria; i nostri occhi sono a contatto tutto il giorno con queste molecole che ovviamente non sono nè dannose nè nocive.

Le cavità nasali per di più sono rivolte verso il basso ben lontane dalle cavità oculari, ancora più lontana è la bocca, da dove possono fuoriuscire la maggior parte delle molecole.

Infine grazie alla forte pressione queste molecole sono proiettate lontane dal corpo, annullando ogni eventuale e improbabile rischio.

 

2) Lo starnuto richiede una pressione molto alta, che si trasforma in una velocità di 160 km all’ora, ciò può danneggiare gli occhi e i dotti lacrimali.

Ovviamente anche questa teoria è da non considerare; nella varietà degli studi scientifici troviamo diversi valori di velocità dello starnuto, c’è chi rileva 16 chi 350 km all’ora.

Anche se la velocità raggiungesse i 400 km all’ora, fra le cavità nasali e gli occhi ci sono parecchie ossa e membrane che difendono i nostri organi, un aiuto ausiliare delle palpebre è estremamente ininfluente.

Infatti un millimetro di tessuto cutaneo non è un salva vita per il nostro occhio; visto che la funzione delle palpebre è quella di umidificare e pulire l’occhio dal pulviscolo.

In caso estremo, lo sforzo dello starnuto più violento, può solo far rompere qualche piccolo capillare oculare.

Esistono però dei rarissimi casi, di torsione testicolare come conseguenza di uno starnuto; quindi se proprio dobbiamo preoccuparci, pensiamo a questo!

 

3) Secondo una storia, pubblicata nel 1882…

Una donna mentre guidava ha avuto una raffica di starnuti, nel tentare di tenere gli occhi aperti per avere una buona visuale di guida, un bulbo oculare è fuoriuscito.

Tralasciamo l’eventuale riflessione sul possibile numero di auto in circolo nel 1882; e su come questa storia non sia stata apparentemente documentata e portata negli anni come controindicazione agli starnuti, ma solo come aneddoto fantasioso da raccontare al bar.

In questo caso, si allude alla funzione della palpebra, del tenere dentro alle cavità oculare gli occhi in caso di uno starnuto.

Questa più che improbabile storia, anche se fosse realmente accaduta, sarebbe un caso singolo in 136 anni!

Rammentiamo infatti ai lettori che abbiamo muscoli extra-oculari che tengono saldamente l’occhio nella cavità oculare, rendendo quasi impossibile la fuoriuscita del bulbo oculare; ad eccezione di rare malformazioni genetiche.

 

Conclusioni:

Quando si stimola il centro dello starnuto, il tronco cerebrale ordina contrazioni muscolari dall’esofago fino agli sfinteri anali, ciò include anche i muscoli che controllano le palpebre.

Quindi questa condizione è ovviamente solo un riflesso fisiologico involontario.

 

 

Per ulteriori informazioni, consigli o eventuali correzioni, scrivetemi pure a mattiabererainfo@gmail.com o su twitter, facebook o nei commenti qui sotto!

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