Perchè l’arnica fa bene – proprietà, benefici, usi e dosaggi

L’arnica montana è una pianta perenne che raggiunge l’altezza di 60 centimetri.

Cresce prevalentemente in terreni prevalentemente poco colonizzati, spesso in zone montuose, ma è possibile anche ritrovarla in terreni di collina o pianura, ma con una bassa presenza di vegetazione arborea.

è originaria dell’america del nord, anche se ultimamente dato i forti usi commerciali, viene coltivata in diverse parti del mondo.

L’arnica è una pianta controversa, non per la sua natura, ma per il suo utilizzo.

Infatti viene spesso associata a dei prodotti omeopaticiquando d’omeopatia l’arnica non centra nulla.

Questo controverso argomento, verrà trattato in un modo più approfondito fra un paio di paragrafi.

Da un punto di vista botanico, l’arnica presenta dei graziosi fiori caratterizzati da dei petali con un colore giallo, con spesso tendenze all’oro.

è ricca di composti chimici aromatici, fra cui carotenoidi, flavonoidi, cumarine, fenoli, timolo, che le donano notevoli proprietà benefiche sul corpo umano.

Se provassimo ad ingerire i petali di arnica, potremmo sentire un sentore molto piccante, una caratteristica abbastanza rara nel campo dei fiori.

Però per usufruire al massimo dei suoi benefici, è meglio utilizzarla come un preparato ad uso esterno, sotto le più svariate forme, fra cui:

  • impacco oleoso
  • decotto 
  • tintura madre
  • gel o pomate

 

Classificazione

Nome Scientifico: Arnica Montana

Famiglia: Asteraceae

Droga: fiori, fusto e radice

Tempo Balsamico: fra Luglio e Settembre

Con il termine droga, in botanica si intende quell’organo della pianta con la maggiore presenza di principi attivi.

Mentre con il termine tempo balsamico, si va a intendere in quale periodo dell’anno troveremo la maggiore presenza di principi attivi.

In quanto, in determinate piante, è possibile ritrovare una maggiore concentrazione di principi attivi in base alle stagioni e quindi al periodo di fioritura/maturazione.

Ma anche in base agli orari, potendo magari ritrovare alte dosi di un principio attivo all’alba, confronto al pomeriggio.

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  • Acai – grazie alla sinergia fra antiossidanti e polifenoli.
  • Acerola – grazie all’alto contenuto in vitamina C.
  • Alchechengi – riduce il quantitativo di acido urico.
  • Altea – effetto presente nella sua radice.
  • Ananas – un lieve effetto grazie al potassio.

 

Perchè l’arnica fa bene?

L’arnica fa bene al nostro corpo perchè da questa pianta è possibile creare svariate preparazioni erboristiche e cosmetiche con molteplici effetti sul nostro corpo.

Il grande numero di effetti benefici dell’arnica, si racchiudono in 3 grandi categorie, anti dolorifico, anti gonfiore, antinfiammatorio.

Si possono definire “grandi categorie” perchè per esempio, l’arnica aiuta a ridurre il dolore in diversi casi, come nei traumi generali da caduta, da lesioni, da artriti, da rottura di vasi sanguigni superficiali, da distorsioni, o da micro lesioni a livello muscolare.

Questi 3 effetti sinergici fra loro, donano all’arnica una grande nomea, in quanto viene apprezzata ed utilizzata da tutti, fan o non fan della medicina.

Se sei interessato ai vari effetti benefici delle piante puoi utilizzare questo elenco semplice e veloce!

Proprio da qui insorge un grande dibattito, prevalentemente amatoriale, (anche perchè in ambito scientifico il dibattito è chiuso da tempo) : l’arnica è un preparato omeopatico?

 

L’arnica e l’omeopatia

Proviamo ad avvicinarci a questa temibile discussione in modo molto semplice e conciso.

Spesso, molte persone per determinati motivi, vanno a preferire i rimedi omeopatici a quelli di natura farmaceutica.

Il primo paradosso è quello dove si crea questa idea distorta che i rimedi omeopatici siano di origine naturale, mentre quelli farmaceutici siano di origine sintetica/chimica.

Tale convinzione è ovviamente errata, in quanto la maggior parte dei farmaci, derivano dal settore della botanica farmaceutica, detto in parole povere, la maggior parte dei farmaci sono di origine naturale.

A questo punto, bisogna però analizzare l’errata concezione del termine naturale.

Un composto naturale, di per se’, vuol dire poco e nulla; associare il termine “naturale” al termine “salutare” è quanto di più errato si possa fare, in quanto l’arnica è naturale quanto e alla pari del cianuro.

Allo stesso modo, il sale minerale potassio è naturale quanto la molecola d’amianto o d’uranio.

Quindi iniziamo a distinguere le sostanze fra nocive e non nocive.

Ricordando anche che in una stessa pianta, è possibile ritrovare sia composti benefici, che composti altamente tossici; come per esempio nell’aloe.

 

I due principi base dell’omeopatia sono:

  1. Il simile cura il simile
  2. la diluizione e la memoria dell’acqua

Questi due principi (errati) si applicano contemporaneamente, creando cosi un composto omeopatico.

Per l’omeopatia, se soffriamo di cellulite, verrà fatto questo ragionamento:

  • il sale causa la ritenzione idrica
  • quindi il sale può curare la ritenzione idrica
  • prendiamo del sale, lo diluiamo fortemente nell’acqua, in tot diluizioni dette “CH”
  • fra una diluizione e l’altra, andiamo a infondere molta energia al composto agitandolo
  • complimenti! abbiamo creato un composto omeopatico.

Peccato che molto spesso, le diluizioni arrivano anche a 30 CH, creando un numero enorme di flaconi, con all’interno solo acqua senza la presenza del composto iniziale.

Ribadisco, in omeopatia, viene fatta spesso una diluizione cosi forte, che il composto iniziale non si viene più a ritrovare nel prodotto finale.

Su questa base, si sono creati una teoria completamente surreale, la memoria dell’acqua.

Secondo la memoria dell’acqua, l’acqua stessa a contatto con quel sale, ricorda la sua formula chimica, attuando lo stesso effetto benefico, anche senza più la presenza del sale per via della diluizione.

Penso e spero che non ci sia il bisogno di spiegare perchè tale “teoria” sia fortemente errata e non verificabile.

 

La pazzia del credere nell’omeopatia e non nei vaccini

Anch’essa è una piccola parentesi, ma che può facilmente evidenziare la mancanza di informazione di molte persone sull’argomento.

Il paradosso dell’omeopatia/vaccini, è uno dei paradossi più forti e scellerati nell’ambito scientifico.

In pratica, molte persone credono alla teoria del “simile cura il simile”, che come già illustrato in precedenza, è una teoria azzardata e non verificabile.

La cosa curiosa, è che tale teoria è una semplificazione estrema del processo che attua il sistema immunitario quando si trova di fronte a un agente patogeno virale o batterico.

In pratica determinati globuli bianchi del sistema immunitario, quando incontrano un agente patogeno, lo riconoscono e creano un forte numero di anticorpi specifici per eliminarlo.

Dopo averlo eliminato, quello specifico patogeno viene ricordato dal nostro sistema immunitario, cosi da poterlo eliminare più velocemente nei in cui si ripresenti.

Questa è l’estrema semplificazione della base biochimica di un vaccino, si inietta un patogeno inattivato o solo una parte di esso, per far creare le difese immunitarie specifiche, per poterci difendere al meglio da quella determinata malattia, nel caso in cui ne veniamo a contatto.

Ed è qui, che il paradosso si attua, perchè sempre più spesso, si viene a non credere a questo processo fondamentale del sistema immunitario, ma si va a credere che del sale da cucina diluito 30 volte possa curare la cellulite.

Il sistema immunitario, che ricorda la forma chimica degli antigeni simili, per eliminarli velocemente e non far proliferare la malattia, vengono screditati. 

Mentre una molecola inerte, che in modo parziale coopera nella creazione di una malattia (sale e cellulite), diluita molte volte, va a curare quella malattia. (omeopatia)

 

Quindi l’arnica è un rimedio omeopatico?

Dette tutto ciò, l’arnica non è un composto omeopatico, perchè anche se spesso è possibile ritrovare la denominazione “composto omeopatico” su un flacone d’arnica, al suo interno ritroviamo un elevato numero di principi attivi.

Per di più non segue nè le regole del “simile cura il simile” nè quelle della “diluizione e memoria dell’acqua”(per fortuna).

In quanto in una pomata a base di tintura madre d’arnica, ritroviamo generalmente dal 5 al 10% di tintura madre, ovvero un numero impressionante di principi attivi, rendendo cosi l’arnica un prodotto derivante dalla botanica farmaceutica.

Quindi facciamo ben attenzione, l’arnica è un farmaco, non un composto omeopatico.

 

Azione antinfiammatoria

Le funzionalità antinfiammatorie dell’arnica vanno ad agire prevalentemente sugli stati infiammatori localizzati nelle articolazione, muscoli e ossa.

Ha anche un notevole effetto su tutti gli stadi infiammatori riguardanti distorsioni, contusioni, dolori articolari generici, tendiniti, ma anche ecchimosi.

 

Azione anti acne

Di recente, sono apparsi in commercio molti rimedi per l’acne a base di arnica, il principio è che l’arnica non cura l’acne ma ne riduce l’infiammazione, diminuendone anche il gonfiore.

 

Azione antidolorifica

Anch’essa è sicuramente una affascinante proprietà dell’arnica.

Assieme alla sua funzione di antinfiammatorio, porta anche una sinergia al livello del dolore.

Tale effetto non è solo a livello nevralgico, ovvero non maschera il dolore, ma agisce a livello biochimico nella stimolazione dei processi di guarigione.

Ciò si verifica aumentando la stimolazione dei globuli bianchi all’interno del tessuto.

 

Aiuta il riassorbimento degli ematomi

Oltre all’effetto antidolorifico, antinfiammatorio, si è anche notato che l’applicazione dell’arnica su una zona caratterizzata da capillari lesionati, aiuta a riassorbire il sangue evitando la creazione di globuli di sangue secco.

Infatti spesso, quando ci sono delle fuoriuscite di sangue, capita che dei piccoli coaguli abbiamo difficoltà nel riassorbirsi.

Applicando l’arnica dall’inizio della presenza del trauma, si vengono a ridurre le possibilità che questi coaguli di sangue si creino, nei tessuti circostanti al vaso.

Dobbiamo però porre attenzione a non applicare l’arnica su ferite aperte o su lesioni epidermiche.

 

Dona sollievo all’atrite

Molti studi scientifici, dimostrano come l’applicazione di un unguento o pomata a base d’arnica, porti ad un miglioramento nel combattere i dolori e fastidi dell’artrite.

 

Usi e Dosaggi

Decotto: è possibile acquistare o reperire dei fiori secchi di arnica, per poterne creare un decotto.

Per creare questo decotto bisogna far bollire 25 grammi di fiori d’arnica in un litro d’acqua per 10 minuti.

Successivamente imbeviamo delle garze sterili e applichiamolo sulle zone interessate.

è possibile utilizzare questo rimedio anche per eliminare pulci o pidocchi.

Olio d’arnica: è difficile trovare in commercio l’olio d’arnica, in quanto sempre più spesso si ritrova solo il formato di gel o pomata.

Anch’esso è possibile farlo a casa, facendo macerare un litro d’olio base con 500 grammi di fiori secchi per 20 giorni.

Dopo la completa macerazione, andiamo a filtrare il composto e conserviamolo in appositi flaconi.

Questo olio è perfetto per fare dei massaggi, ma evitiamo di utilizzarlo per uso alimentare.

Tintura madre: è possibile acquistarla o prepararla in casa.

Per prepararla in casa, basta far macerare 300 grammi di fiori d’arnica in un litro di alcol puro.

Però in questi casi è sempre meglio fidarci degli esperti e acquistare della tintura madre in farmacia o in erboristeria.

Gel e pomate: anch’esse possono essere fatte in casa, unendo la tintura madre a un gel base.

Però è sempre consigliato acquistarle in negozi specializzati, visto i rigidi controlli e il prezzo facilmente supportabile.

 

Precauzioni d’uso

L’unica precauzione d’uso è quella di applicare l’arnica su tessuti non aperti e lesionati superficialmente.

Inoltre è consigliata la non ingestione, in quanto può comportare fenomeni di nausea e vomito, oltre al classico rischio d’allergia nel caso in cui siamo allergici alla famiglia Asteraceae.

 

 

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