Perchè l’altea fa bene – proprietà, benefici, dosaggi, controindicazioni

L’altea è una pianta perenne, alta circa un metro d’origine Europea, è molto diffusa soprattutto nelle zone del Mediterraneo.

è comune ritrovarla in tutti quei terreni umidi e paludosi, come gli acquitrini o lungo gli argini dei corsi d’acqua, maggiori e minori.

Facilmente riconoscibile per la sua morfologia, ha una lunga radice carnosa di colore bianco.

I suoi fiori sono di colore bianco o rosa, hanno cinque petali con bellissime venature violacee.

Nell’antichità veniva utilizzata per trattare patologie gastriche, digestive, ma anche problemi legati alla pelle e alla respirazione.

Come spesso accade, gli antichi ci avevano visto lungo, dato che successivamente questi effetti sono stati confermati dalla scienza.

I benefici dell’altea, infatti, derivano principalmente dalle mucillagini.

Le mucillagini sono delle strutture cellulari che con la presenza di acqua creano soluzioni viscose.

Queste strutture sono riconosciute nel portare determinati benefici alle cellule umane, aiutano a idratare ed a lenire i tessuti.

Assieme alle mucillagini, sono presenti vari composti organici, come i flavonoidi che sono forti antiossidanti e determinati aminoacidi essenziali come l’asparagina.

Infatti i suoi effetti principali, sono proprio quelli collegati alla sua funzione emolliente e protettiva.

Funzioni che si ripercuotono sui tratti respiratori, gastro-intestinali e sulla cute.

Da un punto di vista storico alimentare, in America, la sua radice bollita e candita veniva commercializzata sotto il nome di marsh mallow; tutt’ora in commercio anche se preparata esclusivamente con l’utilizzo di zucchero puro.

 

Classificazione

Nome Scientifico: Althea Officinalis

Famiglia: Malvaceae

Droga: radici, foglie e fiori; col termine droga si intende quella parte della pianta che viene utilizzata in ambito botanico, grazie all’alta presenza di principi attivi.

Tempo Balsamico: è il periodo nel quale ritroviamo la maggior concentrazione di principi attivi.

Per le radici, è necessario aspettare che la pianta abbia come minimo due anni d’età, la raccolta deve essere fatta in Autunno.

Le Foglie vanno raccolte esclusivamente prima della fioritura.

Fiori devono essere raccolti fra Giugno e Luglio.

 

Valori Nutrizionali

Da un punto di vista minerale, è interessante notare gli alti quantitativi in ferro, magnesio, selenio e calcio.

Si possono ritrovare anche lievi tracce di alluminio e stagno

Paradossalmente, da un punto di vista vitaminico, non c’è nessuna presenza interessante di vitamine in alte concentrazioni.

Ciò è comprensibile dal fatto che i principali benefici dell’altea derivano dalle sue mucillagini.

 

Perchè l’altea fa bene

L’importanza dell’altea nella botanica è indiscussa, come si può notare dal nome scientifico “Althea Officinalis” questa pianta è definita un’erba officinale.

Le erbe officinali, sono una ristretta cerchia di vegetali, che venivano coltivate e lavorate nelle famose officine farmaceutiche, per i loro effetti benefici sull’uomo.

I punti di forza dell’altea sono sicuramente l’alta presenza di mucillagini e di flavonoidi.

Nel concreto, i benefici dell’altea si riscontrano in varie funzionalità:

  • Ha una funzione lassativa
  • Aiuta a trattare la tosse e il raffreddore
  • Possiede un effetto lenitivo
  • Può essere un antidolorifico
  • Agisce sul sistema immunitario
  • Può essere un diuretico
  • Ha un azione antibatterica

Per poter vedere in modo semplice tutti i benefici delle piante, puoi utilizzare questo elenco, veloce e semplice!

 

Funzione lassativa

L’altea ha una leggera funzione lassativa, portandoci benefici nel caso di stitichezza.

Questa proprietà è data esclusivamente dalla presenza delle mucillagini, che assorbendo l’acqua aumentano il proprio volume.

Raggiungendo l’intestino, facilitano il movimento dei prodotti di scarto lungo tutto il suo tratto.

 

Difende le vie aeree

L’altea aiuta a trattare tutte quelle patologie comuni del tratto respiratorio.

Allevia la tosse causata dal raffreddore, ed è utile anche nei casi di bronchite e in generale in tutte quelle malattie caratterizzate dalla formazione di muco.

Questo effetto dato dalle mucillagini della sua radice, è stato studiato nel 2005, ma necessita tutt’ora di maggiori evidenze.

 

Effetto lenitivo

Anche questo effetto è principalmente dato dalla radice di altea.

Il suo contenuto può contribuire ad alleviare le varie irritazioni della pelle, come quelle causate dalla dermatite, eczemi o semplici foruncoli.

Questa funzione è possibile grazie all’effetto dell’altea sulla pelle, infatti stimola le attività anti-infiammatorie delle cellule.

è possibile applicare l’altea anche sulle punture d’insetto, tagli, sbucciature, ustioni e infiammazioni delle mucose.

In passato, ai bambini venivano fatti masticare le radici d’altea, per lenire le infiammazioni gengivali, anche nei casi di prima dentizione.

 

Effetto antidolorifico

Questo interessante effetto è stato confermato per la prima volta pochi anni fa e si riferisce esclusivamente alla radice d’altea.

Si è dimostrato che la radice può funzionare come un analgesico alleviando il dolore.

Questo effetto spesso veniva confuso esclusivamente con il suo effetto lenitivo, ma sono invece due effetti ben distinti.

 

Agisce sul sistema immunitario

Sicuramente un effetto più che interessante, l’altea agisce sul sistema immunitario amplificando le sue attività.

Nello specifico, amplifica l’azione dei globuli bianchi nell’eliminare i microrganismi estranei e patogeni, con attività di fagocitosi.

Altre piante con funzione immunitaria:

 

è un antibatterico

Questo è senz’altro un ennesimo studio molto interessante, condotto nel 2015.

Si viene a testare la capacità antibatterica dell’estratto d’altea sulle ferite dei topi.

I risultati sono più che interessanti, si è notato che l’altea ha un effetto evidente su determinati ceppi batterici chiamati gram-positivi.

L’azione su questi batteri è molto importante, in quanto le infezioni dati dai gram-positivi, portano spesso a quei fenomeni di antibiotico-resistenza.

Altre piante con effetto antibatterico:

 

Funzione diuretica

Si è notato che l’estratto della radice d’altea possiede anche una funzione diuretica.

La sinergia interessante è che l’altea oltre che possedere un azione diuretica, quando passa per il tratto urinario, riesce anche a lenire i tessuti.

Grazie a ciò, è possibile ridurre le irritazioni di tale tratto, con anche la concomitanza dell’effetto antibatterico, che aiuta a ridurre le infezioni.

Quindi andiamo a beneficiare di 3 effetti in contemporanea, anti batterico, lenitivo e diuretico.

Altre piante con funzione diuretica:

 

Idrata la pelle e protegge dagli UV

Un ennesimo effetto dimostrato dell’altea è quello di difendere la pelle dall’esposizione del sole.

Si è notato che aiuta nello specifico a ridurre l’assorbimento delle radiazioni ultraviolette, i famosi raggi UV.

Le mucillagini invece hanno l’effetto di idratare fortemente la pelle.

Grazie a questa proprietà, spesso è possibile ritrovare l’altea all’interno di creme o pomate per la pelle.

 

Lenisce le mucose gastriche

Questo è esclusivamente uno studio in vitro, possibile base per successive ricerche, nonostante ciò l’effetto è interessante ed è corretto riportarlo.

In questo test si è notato che i contenuti dell’altea vanno a trattare le mucose irritate.

Il motivo è dato dal contenuto di mucillagine, che crea uno strato protettivo nel tubo digerente, come se fosse una sorta di pellicola.

In questo caso si pensa anche che l’altea stimoli anche queste cellule in modo da aumentare la loro rigenerazione.

Nonostante questi risultati, rimane soltanto un test in vitro, ancora da confermare sugli esseri viventi.

 

Usi e Dosaggi

Esistono vari modi per utilizzare l’altea, sia come processi, sia come utilizzo della materia prima che può essere la radice, le foglie o i fiori.

Si possono fare dei decotti, facendo bollire per cinque minuti 20 grammi di radice in un litro d’acqua.

L’infusione deve durare almeno 10 minuti e si possono consumare massimo 3 tazze al giorno.

 

Per fare un decotto ad uso esterno, bisogna bollire per 15 minuti 50 grammi di radice in un litro d’acqua.

L’infusione deve essere maggiore confronto al normale decotto, infatti deve superare i 15 minuti.

è possibile applicare tale decotto sulla pelle infiammata o danneggiata, è possibile anche utilizzarlo come collutorio, per lenire le gengive.

 

Per fare un infuso si deve utilizzare tutta la pianta, non solamente la radice.

In questo caso si utilizzano circa 20 grammi per litro o 5 grammi per tazza, l’infusione deve essere sempre superiore ai 10 minuti.

 

Nel caso in cui non apprezziamo il gusto dell’altea è possibile anche creare uno sciroppo, aggiungendo al decotto filtrato lo stesso peso in zucchero; anche se da un punto di vista salutare non ha molto senso, in quanto le grandi quantità di zucchero andranno a influire negativamente sui benefici generali.

 

Controindicazioni

Come ogni nuova pianta che desideriamo utilizzare, dobbiamo prima verificare di non essere allergici ai suoi principi attivi.

è quindi necessario fare un test cutaneo, dove basta strofinare una piccola quantità all’interno del gomito.

Aspettiamo una giornata e andiamo a verificare se si è creata una irritazione o infiammazione, se il risultato è positivo, non possiamo ovviamente utilizzare questa pianta.

è sconsigliato anche l’utilizzo dell’altea nei casi di gravidanza e nei casi dove vengono utilizzati farmaci ipoglicemizzanti, come l’insulina.

Infatti l’altea ha un lieve potere ipoglicemico, e in concomitanza con tali farmaci, può andare ad abbassare troppo i livelli di zucchero nel sangue.

 

Conclusione

L’altea è sicuramente una pianta molto interessante da un punto di vista benefico.

Possiede molte proprietà interessanti, fra cui quelle di essere un potenziale analgesico e un antibatterico.

Anche se queste piante hanno una storia millenaria, non devono essere utilizzate come sostituti di farmaci o trattamenti prescritti da un medico.

Prima di utilizzare queste piante come rimedi per patologie specifiche, è necessario chiedere una consulenza ad un esperto, per verificare eventuali controindicazioni o interazioni.

 

 

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