Perchè l’alchechengi fa bene – proprietà, benefici, valori nutrizionali

L’alchechengi è una pianta perenne originaria dell’Europa e dell’Asia, al giorno d’oggi è diffusa in tutto il mondo.

Il suo frutto è la bacca di alchechengi, che si ritrova all’interno di un contenitore naturale esteticamente molto gradevole di forma particolare.

Infatti questo frutto è contenuto all’interno di una sorta di calice, di colore rosso, che crea una specie di scudo attorno al frutto.

Questa protezione ha una consistenza al tatto quasi cartacea, nel momento in cui si secca, si verranno a creare quelle foglioline (anche se foglie non sono) che troviamo sul frutto maturo.

Bisogna stare molto attenti alle foglie di alchechengi, infatti sono velenose, per il contenuto di una sostanza chiamata solanina, presente in alte concentrazioni.

Il suo frutto, quando è acerbo, è di un colore verde intenso, maturando acquista una colorazione gialla tendente quasi all’arancione.

Bisogna evitare di consumare il frutto quando non è ancora maturo, in quanto si rivelerà velenoso anch’esso.

La sua gradevole estetica, in concomitanza alla suo gusto leggermente acidulo e dolce, gli sta portando molta popolarità nel settore culinario.

Sempre più spesso ritroviamo l’achechengi come una decorazione, però quello che in pochi sanno è che possiede molti effetti benefici sul nostro corpo.

è ricco di vitamine, sali minerali e flavonoidi; è interessante da un punto di vista salutistico la presenza di licopene, tannini e alcuni alcaloidi.

In giappone, nell’antichità, veniva utilizzato erroneamente come una forma di contraccettivo, pensando che la forma particolare di questo frutto avesse dei collegamenti con gli organi sessuali;

L’unico beneficio dell’alchechengi, da un punto di vista “sessuale” è che essendo un ottima fonte di ferro, è molto salutare in caso di gravidanza.

In quanto durante una gravidanza, la donna necessita di un quantitativo di ferro di almeno 27 milligrammi al giorno.

 

Classificazione

Nome Scientifico: Physalis Alkekengi

Famiglia: Solanaceae

Droga: Bacche e Radici

Tempo Balsamico: Agosto

NB: col termine Droga si intende la parte della pianta con la maggior percentuale di principi attivi; col termine Tempo Balsamico si intende il periodo della droga, con la maggior presenza di principi attivi.

Infatti una droga, in base al mese, giorno e ora, avrà una concentrazione di sostanze diverse al suo interno.

 

Valori Nutrizionali

Generalmente in 100 grammi di alchechengi ritroviamo 50-70 calorie.

Il contenuto in proteine è basso, circa 2-3 grammi ogni 100.

Il contenuto di grassi è quasi irrilevante, avendo circa 1 grammo ogni 100.

Mentre gli zuccheri sono in quantità maggione, circa 13-15 grammi ogni 100.

Da un punto di vista di vitamine, nell’alchechengi è possibile ritrovare:

  • Vitamina A; spesso sotto forma di Provitamina A, il famoso carotene.
  • Vitamina B1, B2, B3
  • Vitamina C

Da un punto di vista di sali minerali, possiede quantità moderate di fosforo, potassio, calcio.

Mentre possiede un ottimo quantitativo di ferro.

Al suo interno contiene anche una quantità rilevante di acidi organici, come i tannini e il licopene.

 

Perchè l’alchechengi fa bene

L’alchechengi fa bene al nostro corpo grazie alla presenza dei molti composti benefici al suo interno.

Grazie alle vitamine e ai flavonoidi, possiede proprietà antiossidanti e antinfiammantorie, aiuta a proteggere il fegato dalla fibrosi e aiuta i reli a eliminare sostanze di scarto.

è un ottima fonte di ferro, utile in casi di anemia o durante il ciclo mestruale.

è molto interessante la presenza di licopene al suo interno, assieme ai tannini, con vari effetti benefici.

Per poter vedere in modo semplice tutti i benefici delle piante, puoi utilizzare questo elenco, veloce e semplice!

 

Azione diuretica

Un azione molto benefica dell’alchechengi, è quella di ridurre il quantitativo di acido urico nel nostro corpo.

Questa azione è molto indicata nei casi di gotta ed edema.

Da un punto di vista renale, aiuta anche a prevenire la Litiasi Urinaria o come si dice in modo più gergale i comuni calcoli renali.

Alcuni studi scentifici, dimostrano la loro efficacia anche nel ridurli e in alcuni casi ad eliminarli in modo naturale.

Però c’è anche da dire che in questa ricerca, l’assunzione di alchechengi è durata fino a 6 mesi, di sicuro servono maggiori studi a riguardo.

 

Protegge dalla fibrosi

Ultimamente, si stanno studiando anche gli effetti delle altre zone di questa pianta, come le radici.

In uno studio, si è andato a testare la funzionalità delle radici di alchechengi contro la fibrosi.

Gli alcaloidi presenti nella radice, hanno portato risultati interessati che sicuramente verranno ampliati in nuovi studi futuri.

Il risultato per ora ottenuto è quello di aver rilevato una funzione di difesa del fegato e dei reni dalla fibrosi. [Ricerca Scientifica]

 

Funzione anti-diarroica

Il tannino, ha una funzione specifica sull’intestino, richiamando a sè l’acqua, riduce i liquidi nel tratto gastro-intestinale.

Tale effetto, risulta benefico nel momento in cui si trova la presenza di una dissenteria, riducendo le perdite di liquidi.

Ovviamente nel momento in cui esageriamo con l’assunzione di tannini, è possibile avere un effetto completamente opposto.

Per esempio, nei casi d’assunzione massiccia di tè nero, uno dei primi effetti è proprio quello della stitichezza.

Un’altra pianta con effetti benefici per il nostro apparato gastro-intestinale è l’achillea, con ottime proprietà digestive e un effetto anti-spasmodico.

 

Azione antiossidante

Come ogni sostanza vegetale, con la presenza di vitamine e flavonoidi, si va a creare una azione antiossidante e antinfiammatoria.

L’importanza di un assunzione costante di flavonoidi, è essenziale per difenderci dai radicali liberi; riducendo cosi l’insorgenza di una vasta gamma di malattie.

La vitamina C, presente nell’alchechengi, ha una forte funzione antinfiammatoria, utile come rimedio naturale per i malesseri di stagione.

C’è però da dire che questa bacca non può reggere il paragone con altri frutti molti più ricchi di vitamina C, come per esempio l’acerola.

 

Usi e Dosaggi

Ci sono principalmente quattro modi per assumere l’alchechengi:

Bacche fresche: sicuramente il metodo migliore, infatti nel frutto fresco c’è sempre una maggiore varietà di composti benefici.

Anche se con altri procedimenti è possibile accumulare e concentrare dei principi attivi, la maggior parte di essi si andranno a disperdere.

Molti composti infatti sono volaliti, ovvero si andranno a perdere nell’aria; mentre altri sono termolabili, ovvero si vanno a distruggere a contatto col calore.

Per avere un minimo di effetti positivi, la quantità di alchechengi deve essere superiore alle 10 bacche.

Tintura Madre: si può trovare facilmente in farmacia o in erboristeria; bisogna seguire il dosaggio indicato sulla confezione, in quanto ogni tintura ha la sua percentuale di principi attivi.

Integratore secco: un concentrato del frutto seccato e triturato in polvere, bisogna seguire la posologia consigliata sulla confezione.

Decotto: per fare un decotto di alchechengi fatto in casa, bisogna introdurre 50 grammi di frutto secco all’intenro di un litro di acqua bollente.

Il decotto infatti serve per concentrare tutte quelle componenti resistenti al calore, disperdendo quelle volatili e termolabili.

L’ebollizione deve durare almeno 10 minuti; l’assunzione deve essere limitata a massimo quattro tazze al giorno.

 

Precauzioni

Principalmente dobbiamo riporre attenzione a due forme della pianta con ripercussioni tossiche per il nostro corpo, i frutti immaturi e le foglie.

Le foglie sono assolutamente da evitare, infatti contengono solanina, una sostanza molto tossica per il nostro corpo.

Tale sostanza è presente anche all’interno dei frutti ancora acerbi, anche se la quantità dovrebbe essere inferiore rispetto alla foglia.

Gli effetti della solanina sono generalmente caratterizzati da forti attacchi di nausea, con possibilità di vomito e diarrea.

Quindi mi raccomando, poniamo attenzione ai frutti, nel momento in cui andiamo noi a reperirli dalle nostre eventuali piante.

Ovviamente se siamo in presenza di una allergia alle solanacee, dobbiamo evitare questo frutto.

 

Conclusioni

Finalmente possiamo rispondere alla domanda “ma che cos’è quel frutto?” posta spesso quando ci capita di vedere un alchechengi al di sopra di un dolce, in pasticceria o al ristorante.

L’alchechengi è un frutto salutare, con la caretteristica di essere una forte fonte di ferro naturale.

Spesso viene confuso per un super food, una caratteristica ultimamente attribuita a tutti quei frutti che sembrano esotici e con spesso nomi particolari.

Il fatto è che la considerazione di super food è un po’ equivoca, in quanto ogni alimento può farci più o meno bene in base alla nostra condizione attuale.

Invece che concentrarci sui super food, è più di buonsenso, concentrarci sugli alimenti che ci possono far bene sulla base delle nostre condizioni attuali!

Cosi da ottenere i migliori benefici da ogni alimento che consumiamo, trasformandoli cosi tutti in super food!

 

Se avete apprezzato l’articolo e vorreste supportarmi, basta una condivisione su Facebook o Twitter! Un gesto scontato, ma per me molto apprezzato!
Per informazioni, consigli o eventuali correzioni, scrivetemi pure a mattiabererainfo@gmail.com ; sui social network, Facebook, Twitter, Istagram (trovate i link a fondo pagina) o commentate qui sotto!

Rispondi