Perchè il caffè fa bene

Ognuno di noi ha la propria opinione riguardante il caffè, chi lo ama non ne può fare a meno; chi soffre di problemi allo stomaco lo evita; chi ha problemi di insonnia ne consuma solo uno la mattina; mentre il fumatore ogni volta che si accende una sigaretta ne vorrebbe uno accanto.

C’è chi dice: “fa bene solo fino alla terza tazzina, dalla quarta in poi fa male” mentre altri sostengono che “finchè sei giovane ne puoi bere quanti ne vuoi, ma per gli anziani è come il veleno!”

Quindi come si è ben capito, oggi andiamo a vedere perchè il caffè fa bene, quali sono i suoi effetti sul nostro corpo, le eventuali limitazioni e andremo a parlare di tutti i suoi effetti più o meno conosciuti.

 

Che cos’è il caffè?

Il caffè è una bevanda che si preparata con l’infusione di una miscela di semi macinati, appartenenti a dei piccoli alberi del genere “Coffea“, della famiglia delle Rubiacee.

Esistono più di un centinaio di tipologie di caffè, anche se in commercio generalmente ne troviamo solo due, la specie arabica e robusta.

Il caffè è considerato un alimento vero e proprio, con le sue qualità aromatiche, olfattive, gustative e salutistiche.

Non possiede solo caffeina, da un punto di vista nutrizionale contiene anche una parte di vitamine e sali minerali:

  • Tiamina (vitamina B1)
  • Riboflavina (vitamina B2)
  • Niacina (vitamina B3)
  • Acido pantotenico (vitamina B5)
  • Potassio
  • Magnesio
  • Manganese
  • Caffeina (40 a 100 mg a tazzina)

 

Arabica o robusta?

Fino a qualche anno fa, raramente si sentiva parlare di arabica o robusta, il caffè era caffè; mentre oggi il consumatore ricerca sempre più spesso la migliore qualità, prediligendola al supermercato.

Ma qual’è la differenza fra una miscela “100% arabica” e una “40% arabica, 60% robusta”?

Le distinzioni sono prettamente nutrizionali e organolettiche:

  • l’arabica possiede meno caffeina, ma un gran numero di composti aromatici, che si possono notare dal suo aroma, più completo con varie sfumature.
  • La robusta possiede più caffeina, ma ha un numero minore di composti aromatici, ha un gusto forte, non molto gradevole.

Un altra distinzione è il prezzo all’ingrosso, la robusta costa poco e viene spesso utilizzata in miscele per risparmiare soldi; perchè non esiste un senso logico nel commercializzare una miscela con il 40% di ottima arabica, e il 60% di pessima robusta; in quanto non comporta nessun beneficio, se non il costo minore per il produttore.

All’ingrosso, quando vengono acquistati i semi dai paesi produttori, è possibile scegliere fra quattro differenti livelli di qualità; il livello uno consiste in una gamma di semi di caffè della migliore qualità, il livello 4 è rappresentato invece da semi rotti, danneggiati e raggrinziti.

Sfortunatamente non sussiste ancora una norma che obblighi il rivenditore a darci queste informazioni in etichetta.

Quindi ricordiamoci, che al supermercato, anche se in apparenza possono sembrare tutti uguali, diverse miscele 100% arabica, possono essere di qualità differenti; sta a noi l’abilità nel capire quale sia il migliore di qualità e quale no.

Detto ciò il consiglio è quello di acquistare esclusivamente caffè 100% arabica.

 

Il caffè crea dipendenza?

Esistono molti studi scientifici che provano a dimostrare una dipendenza fisica o psicologica al caffè, ma con risultati non molto rilevanti; l’unica dimostrazione valida spiega come il corpo possa creare una leggera dipendenza alla caffeina, ma solo in casi in cui i dosaggi siano molto elevati.

Ciò nonostante non esiste ancora nessuno studio che dimostri una forte patologia di dipendenza da caffè.

Per quanto riguarda invece l’associazione caffè  e sigaretta, anche in questo caso non esiste nessuno studio che evidenzi una forma di assuefazione sinergica fra la caffeina e la nicotina; si tratta solo di un abitudine radicata, l’associazione del gusto amaro del caffè a quella amara della sigaretta è puramente casuale.

 

Lo zucchero nel caffè fa ingrassare?

Una piccola dose di zucchero nel caffè, non mette assolutamente in pericolo la linea!

Il caffè è una bevanda diuretica e lassativa, accelera il metabolismo ed ha un effetto termogenico, ovvero ci aiuta a dimagrire; questi effetti sono amplificati in base alla tolleranza personale nei confronti della caffeina, quindi variano da persona a persona.

Ovviamente è più salutare assumere caffè senza zucchero, in quanto lo zucchero bianco è considerato una caloria vuota e inutile; però a dosi cosi piccole, rimane un qualcosa di insignificante, considerando che in una bustina di zucchero ci sono solo 3 grammi di sostanza.

Viene comunque consigliato di bere un caffè amaro alla fine di un pasto, in quanto avremo già ingerito un alto numero di zuccheri dagli alimenti.

Una raccomandazione è quella di non renderlo l’unico alimento della propria colazione, altrimenti si comincerebbe la giornata in deficit di energia e si rischierebbe di rallentare inutilmente il metabolismo.

 

Non apprezzo il caffè senza zucchero, ha poco gusto ed è amarissimo!

Questa è forse una delle discussioni più comuni da fare al bar, perchè alcuni amano il caffè amaro, mentre altri non riescono nemmeno a berlo?

La risposta è molto semplice, si tratta solo di abitudine!

La nostra lingua possiede un numero enorme di papille gustative, che si abituano agli alimenti che mangiamo; quando beviamo il caffè con lo zucchero, la nostra lingua si abitua, impedendoci di godere il gusto amaro del caffè.

Fortunatamente però le papille gustative si rigenerano ogni 10 giorni; di conseguenza sforzandoci di bere il caffè amaro, già in pochi giorni ci saremo abituati!

Il primo giorno di sicuro andremo a pensare che faccia schifo, ma già al quinto giorno, inizieremo a sentire degli aromi, che spesso sono coperti dallo zucchero, e il gusto amaro non ci sembrerà più cattivo, ma solamente amaro.

Dopo il decimo giorno, ci renderemo conto che il caffè zuccherato, sa solo di zucchero, e difficilmente torneremo a consumarlo zuccherato.

Una riflessione interessante è che abituandoci ai gusti amari, sarà più facile rimanere in forma; in quanto esistono vari casi di “dipendenze da carboidrati” dove più ne assumeremo e più ne vorremo mangiare.

 

Perchè il caffè fa bene?

Tolti casi specifici, l’unica saggia precauzione riguardante l’uso del caffè, è quella di assumerlo nel momento giusto della giornata.

Infatti è tutto tranne che dannoso, il caffè può portare numerosi benefici al nostro corpo:

  • Può essere un forte aiuto nei confronti di quelle persone che hanno una lenta digestione; poichè questa bevanda stimola la secrezione acida dello stomaco e stimola anche la secrezione biliare (agevola la digestione dei grassi), accelerando lo svuotamento dell’intestino.
  • Possiede un azione vasodilatatrice e broncodilatatrice, risultando cosi un ottimo rimedio per il tipico mal di testa causato da una serata di alcol e divertimenti; aiuta anche nei casi di mal di testa causato dall’assunzione di farmaci e da periodi particolari del ciclo mestruale.
  • Ha una forte sinergia con la tachipirina, un caffè subito dopo l’assunzione aiuta a velocizzarne l’effetto.
  • Contiene numerosi composti antiossidanti, che riducono l’incidenza di patologie come il cancro.
  • Aiuta al ridurre l’assorbimento degli zuccheri e a diminuire l’insulina in circolo grazie all’acido clorogenico.
  • Favorisce il normale funzionamento del cervello; degli studi scientifici dimostrano come il declino cognitivo diminuisca nelle persone abituati a bere caffè.
  • Migliora le capacità di concentrazione e attenzione; spesso questo effetto viene comunemente confuso con l’idea che il caffè ci tiene svegli.
  • Migliora le nostre attività fisiche, incrementando la resistenza allo sforzo muscolare, specialmente per tutte quelle prestazioni di lunga intensità e durata.
  • Inibisce un enzima specifico che viene attivato dai raggi solari, riducendo l’incidenza di melanoma, ovvero del cancro della pelle.
  • Aiuta il fegato a ridurre la ritenzione di liquidi, che lo rendono sovraccarico, impedendogli di fare in modo corretto il suo lavoro.

Il fegato è un organo a cui il caffè fa realmente bene, secondo recenti studi, il rischio di sviluppare gravi patologie epatiche degenerative, come la cirrosi epatica, è inversamente proporzionale all’assunzione di caffè; più tazzine noi beviamo e più ridotta sarà l’incidenza a questa patologia.

Fra l’altro è stata anche ipotizzata la capacità di migliorare i processi di memoria e apprendimento, nei consumatori; cosa però tutt’ora da dimostrare.

 

Quando non andrebbe assunto il caffè?

Se si soffre di gastrite, bisogna essere moderati con il consumo di caffè, dovremmo evitare di berlo a stomaco vuoto; quando sono presenti forti dolori allo stomaco, con fitte o dolori, sarebbe meglio evitarlo del tutto.

Se invece soffriamo di insonnia, per non andare a disturbare il riposo notturno, dovremmo evitare di assumerlo dal pomeriggio in poi; sostituendolo con una tazza di tè, ricca di caffeina ma poco eccitante.

Ricordiamoci che se siamo fra coloro che soffrono d’insonnia per colpa del caffè, significa che siamo fra quelle persone che sono poco tolleranti alla caffeina.

Sfortunatamente, per le donne in gravidanza, il caffè non dovrebbe essere consumato; in quanto la caffeina è in grado di attraversare la placenta e quando giunge al feto, esso non possiede determinati enzimi che sono in grado di metabolizzarla.

 

Il caffè decaffeinato

Un parere personale è dato dal fatto che il caffè decaffeinato viene fin troppo snobbato, e questo è un errore, in quanto possiede molte proprietà benefiche anche non contenendo caffeina; è perfetto da bere in qualsiasi momento e può essere sostituito al caffè normale quando non vogliamo diventare iperattivi, senza rinunciare al gusto della nostra amata bevanda.

La decaffeinizzazione è un procedimento industriale che porta a togliere la cera e la caffeina dal chicco di caffè; questo consente di poter far apprezzare il caffè senza avere quel fastidioso effetto collaterale del dover andare di corsa in bagno, poco dopo l’assunzione.

In tal modo, dalla sostanza mancherà si il suo principale principio attivo, la caffeina, ma si conserveranno tutte quelle altre sostanze molto salutari; tutte quelle sostanze che rendono il caffè una bevanda benefica.

I più importanti composti sono gli acidi clorogenici, che sono dotati di un azione ipoglicemizzante, ovvero riducono la risposta dell’insulina e l’assorbimento da parte dell’intestino di glucosio.

Tali acidi hanno anche degli importanti effetti antitumorali, fattore per cui il caffè è considerato molto benefico.

 

Il caffè e gli anziani

Di sicuro su questo punto, avremo sicuramente sentito vari pareri, spesso contrastanti; quindi chiariamo per bene questo falso mito, il caffè non nuoce alla salute degli anziani.

Un normale consumo non possiede nessun effetto collaterale, neanche nella presenza di ipertensione o malattie cardiache.

Soprattutto in questi casi, bisogna avere del buon senso, fin troppe volte mi è capitato di sentire persone anziane con problemi cardiaci, che evitano il loro caffè, continuando però ad alimentarsi in maniera errata; i loro problemi sono aggravati spesso dalla alimentazione sbagliata e da usi e abitudini poco salutari, evitare il caffè al pari di una sigaretta, è un qualcosa insensato.

In tarda età però dobbiamo dare attenzione al calcio, infatti il caffè ha un leggero effetto calciurico, ovvero aiuta l’eliminazione di calcio tramite le urine; essendo però un effetto molto lieve, è mitigato dall’assunzione corretta di calcio dalla dieta.

Cosi anche in quelle persone che soffrono di osteoporosi, con una corretta alimentazione, il caffè non crea nessun deficit al corpo.

 

Il caffè al ginseng

Per quanto riguarda questa tipologia di caffè, innanzitutto, dobbiamo ricordare che il vero caffè al ginseng in italia è più unico che raro.

Il ginseng è una radice, comunemente usata in Asia, che porta numerosi benefici al nostro organismo;

  • Spesso viene usato come un siero antietà.
  • è un forte ricostituente, tonico e rivitalizzante, sia per la mente, che per il corpo.
  • Aiuta molto chi soffre di disturbi del tratto gastrointestinale.
  • è un antitumorale, grazie ai suoi numerosi composti antiossidanti; e pare che aumenti la forza di determinati farmaci chemioterapici.
  • è ipoglicemizzante, riducendo così l’insulina nel nostro sangue.
  • Aiuta a resistere allo stress.
  • Ha anche noti effetti afrodisiaci.

Nessuno discute gli incredibili benefici del ginseng, però possiamo discutere molto su ciò che viene fatto passare per caffè al ginseng.

Quasi sempre, ci ritroviamo difronte a una bevanda dolce al gusto di ginseng e caffè.

Le miscele più comuni sono preparate con zuccheri semplici, caffè solubile istantaneo, aromi, grassi idrogenati di oli vegetali (sostanze tossiche che hanno poco a che fare con la salute) e una minima parte di ginseng.

Di conseguenza, anche se quella piccola parte di ginseng, possiede effetti benefici, sono facilmente annullati dagli altri ingredienti al suo interno.

 

Conclusioni

Il caffè soprattutto per noi italiani, rimane una bevanda dalle mille qualità e benefici, un consumo costante e moderato, apporta solo effetti positivi.

Scegliamo i momenti corretti della giornata per assumerlo, in base alle nostre esigenze, e non badiamo a spese quando si parla di qualità; in quanto come l’olio, anche il caffè è uno di quegli alimenti, dove pagare un paio di euro in più, si dimostra una scelta sensata e benefica per il nostro corpo.

Buon caffè a tutti!

Rispondi