Origine dei vegetali: da Procarioti ad Eucarioti

Da un punto di vista della ricostruzione geo-storica, si teorizza che la terra si sia formata circa 4000-5000 milioni di anni fa.

Dopo aver subito una incredibile fase di costanti collisioni con grandi rocce presenti nell’atmosfera spaziale, durata pressapoco 100 milioni di anni, si sono formati i primi organismi viventi.

Le prove di questa nuova grande era “abitata”, sono giunte a noi sotto la forma dei più antichi fossili mai ritrovati dall’uomo ad oggi.

Rinvenuti in Australia, all’interno di grossi macigni, sono stati ritrovati degli organismi semplici, riconducibili circa a 3500 milioni di anni fa.

Si trattava di organismi caratterizzati da una struttura cellulare molto semplice e poco sviluppata; privi di un nucleo e di tutte quelle tipologie di organuli e membrane.

Insomma, stiamo parlando di cellule semplici non differenziate, ovvero dei famosi procarioti; le forme di vita più antiche e sottosviluppate esistenti in natura.

 

Da procarioti a eucarioti

Come è facilmente immaginabile, nel corso dell’evoluzione, si è verificato un incremento della complessità delle strutture di queste semplici cellule; andando poco per volta nella direzione di una differenziazione funzionale.

Il tutto risale all’incirca a 2500 milioni di anni fa; dove risulta importantissima, se non fondamentale, un evoluzione specifica di alcuni organismi procarioti nell’apprendere la capacità del trasformare composti inorganici in composti organici.

Ci stiamo ovviamente riferendo ai cianobatteri, che iniziarono a sviluppare il processo di differenziazione più noto al mondo, la fotosintesi clorofilliana.

L’importanza di questo processo, sviluppato da questa tipologia specifica di procarioti, è quella d’iniziare a creare ed accumulare sostanze organiche nell’ambiente, in concomitanza della creazione e relativo accumulo di ossigeno nell’atmosfera.

Dalla comparsa della fotosintesi clorofilliana, è seguita una consecutiva evoluzione e trasformazione della struttura e funzione della cellula.

Iniziano cosi ad apparire le prime forme di compartimentazione, espressione stessa della differenziazione cellulare.

In concomitanza con lo sviluppo dei primi compartimenti, si sono iniziati anche a sviluppare i primi organuli, effettivamente racchiusi e delimitati da membrane.

Infine, l’ultima divisione importante avvenuta in quel periodo fu quella dell’immagazzinamento dell’informazione genetica all’interno di una membrana definita oggi sotto il nome di nucleo.

Avendo ormai definito queste nuove tipologie di organismi viventi, con tutte le loro caratteristiche, è facilmente comprensibile che sulla terra, a partire dai procarioti, si erano iniziati a sviluppare gli eucarioti.

Infatti, risalenti a circa 2 miliardi di anni fa, sono stati rinvenuti i primi esemplari di fossili eucarioti.

 

Da Unicellulari a Pluricellulari

Ovviamente, visto che stiamo parlando della storia evolutiva degli organismi viventi, il passaggio appena descritto era riguardante la nascita degli eucarioti unicellulari, ovvero organismi costituiti da una sola cellula.

Nota: i procarioti sono prevalentemente unicellulari, esistono anche in forme pluricellulari, ma non sono in grado di cooperare come gli eucarioti pluricellulari.

Bisogna aspettare ancora 600-1000 milioni di anni, prima di poter iniziare ad osservare al primo fenomeno di aggregazione vivente sul nostro pianeta, caratterizzato da un sistema complesso di interazioni e collegamenti.

Infatti, lungo i secoli poco per volta, gli eucarioti si sono resi conto dei vantaggi che potevano trarre nell’aggregarsi, cosi da creare le prime forme di eucarioti pluricellulari.

La differenza sostanziale, è infatti nella funzione.

Delle cellule singole, possiedono determinati funzioni, mentre se collaborano fra di loro, possono iniziare a interpretare nuove funzioni.

Questa fase è importante, perché è quella determinante alla formazione e creazione di quelli che oggi andiamo a chiamare tessuti; degli aggregati di singole cellule che assieme cooperano svolgendo diversi ruoli.

Nei procarioti questo fattore manca, possono aggregarsi, ma non possono formare tessuti.

 

La mancanza di informazioni e la difficoltà nel reperirle

Pare scontato, ma necessario, rammentare che tutta questa ricostruzione storica della “nascita della vita” sul nostro pianeta, viene fatta si in un modo molto accurato, ma nonostante ciò con una forte carenza di informazioni.

Esistono molti “buchi” storici, causati dalla mancanza di reperti fossili e dalla difficoltà nel ricostruire la storia a partire da essi.

Nonostante ciò, esistono periodi in cui è possibile ricostruire quasi alla perfezione l’abitazione e gli “abitanti” del nostro pianeta.

Per esempio, facendo un salto temporale a poco più di 300-400 milioni di anni fa, è possibile notare che iniziavano a comparire e diffondersi le prime piante riconoscibili e facilmente ritrovabili anche al giorno d’oggi.

Stiamo parlando delle gimnosperme, una tipologia di piante vegetali, prevalentemente arboree (alberi) caratterizzate da un seme nudo, senza la presenza di un frutto a proteggerlo.

è possibile definirle anche come le prime piante con la presenza del fiore; anche se non creando un vero e proprio frutto, non è possibile tecnicamente chiamarli fiori.

Da qui è possibili iniziare a parlare delle distinzioni che al giorno d’oggi studiamo nelle prime lezioni di biologia a scuola, ovvero alle distinzioni dei tre grandi super regni domini di esseri viventi.

I famosi Archaea, Bacteria, ed Eukarya.

però onde evitare un testo lungo e fin troppo confuso, rimando l’argomento al prossimo articolo.

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