La Teoria Cellulare e la Teoria Organismica – Unicellulare e Pluricellulare

Prima di iniziare a descrivere ed analizzare, una per una, tutte le componenti cellulari vegetali e le loro funzionalità, oggi andremo ad osservare le banali differenze fra cellule unicellulari cellule pluricellulari.

Assieme a questa importante differenza, andremo anche a vedere la famosa teoria cellulare e le sue recenti evoluzioni nell’ambito del settore vegetale.

 

Unicellulare e Pluricellulare

Questi due termini specifici ci servono per comprendere la struttura di qualsiasi organismo vivente.

Se un organismo è formato da una singola cellula allora è detto unicellulare.

Mentre se un organismo è formato da un insieme di cellule è detto pluricellulare.

Quindi, se siamo di fronte ad un organismo composto da due cellule, o da 10 miliardi ci cellule, parliamo sempre di organismo pluricellulare.

La differenza fra i due è semplice e facilmente deducibile, da un punto di vista delle loro funzioni.

La cellula di un organismo unicellulare dovrà svolgere ogni funzione per permettere la propria esistenza.

Mentre una cellula all’interno di un organismo pluricellulare potrà avere compiti diversi in base alla posizione d’appartenenza.

Per esempio, negli organismi vegetali, una cellula esterna avrà una funzione di sostegno, o di farsi attraversare dalla luce, o dall’insieme di queste due funzioni.

Invece una cellula più interna, potrà avere la funzione di far parte di un canale escretore, o magari di un meristema per l’accrescimento ed ispessimento.

Su questa base, gli organismi pluricellulari saranno sempre più evoluti ed avanzati grazie alla capacità del differenziarsi, cooperando fra loro.

Tutto ciò renderà tale organismo più efficiente.

 

La Teoria Cellulare

La prima volta nel quale è stato teorizzato che gli esseri viventi fossero composti da cellule, risale alla prima metà del 1800, esattamente a cavallo fra il 1838 e il 1839.

Tale enunciato, chiamato teoria cellulare, sosteneva che gli esseri viventi eucariotici erano composti da cellule.

Le cellule erano considerate al pari degli atomi, ovvero erano considerate come l’unità più piccola completa.

Nota Bene: completa, nel senso che possedevano la caratteristica di essere vivi; all’interno della cellula ritroviamo molte strutture “viventi” più piccole; ma da sole non sarebbero in grado di sopravvivere.

Tali strutture viventi più piccole sono definiti come organuli (non organi).

Tale teorema è stato teorizzato da Theodore SchwannMatthias Schleiden.

Ancora al giorno d’oggi, ogni scienza biologica è fondata su questa teoria, quasi considerato un dogma, anche se il termine è leggermente improprio; in quanto il vero dogma centrale della biologia è un altro ed è collegato al DNA e alla sua traduzione.

 

La Teoria Organismica

Anche se per molti anni, la teoria cellulare è stata la base della biologia vegetale, ultimamente determinati ricercatori nel tempo hanno iniziato a teorizzare che questa teoria non potesse andar bene per il mondo vegetale.

Non da un punto di vista primitivo, ma prevalentemente per le piante superiori.

Cosi poco per volta, venne teorizzata ed accettata la teoria organismica della biologia.

Tale enunciato, sarebbe una evoluzione della prima teoria, dove andrebbe a spiegare in maniera più approfondita l’accrescimento e lo sviluppo delle piante.

In pratica, gli organismi pluricellulari delle piante superiori, non possiedono cellule totalmente indipendenti fra loro.

Nel senso che sono autonome solo grazie a connessioni fra cellula e cellula, in pratica non sono indipendenti.

Queste connessioni, sono attuate da canali a livello della parete cellulare, e sono chiamati plasmodesmi.

Quindi partendo da questa teoria è possibile dire che:

Le cellule vegetali delle piante superiori, anche se possono sembrare un insieme di singole cellule indipendenti che cooperano fra di loro, non fisiologicamente indipendenti.

Effettuano scambi tramite interconnessioni, che ne permettono la vita.

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