La scoperta della cellula di Hooke e la Teoria cellulare di Schleiden e Schwann

Oggi sappiamo bene che le cellule sono le unità costituenti di tutti gli esseri viventi, e che ogni tipologia di essere vivente è definito come “vivo” proprio grazie alla sua conformazione fatta da cellule.

Sappiamo anche che è possibile dividere gli organismi in due grandi gruppi: gli organismi unicellulari e pluricellulari.

La differenza fra unicellulare e pluricellulare è abbastanza semplice da comprendere al giorno d’oggi: gli organismi unicellulari sono formati da una sola cellula, mentre i pluricellulari sono formati da un insieme di cellule.

Infatti è possibile distinguere anche fra organismi pluricellulari composti da cellule singole che lavorano in modo indipendente e organismi pluricellulari composti da un insieme di cellule che lavorano “collaborazione” tra loro.

Anche se quest’ultima distinzione ci servirà molto di più quando andremo a parlare di microbiologia.

Ma tornando al sodo: come si è scoperta la prima cellula?

 

Indice




Come è avvenuta la scoperta della cellula

Quando è avvenuta la scoperta delle prime cellule? Per parlare della scoperta delle cellule dobbiamo tornare indietro nel tempo di quasi 500 anni, quando fu inventato il microscopio.

Solamente grazie a questa invenzione oggi possiamo parlare di Robert Hooke come il “padre della cellula”.

Hooke non fu però l’unico a contribuire alla scoperta di ciò che noi oggi chiamiamo come cellula, perché come spesso accade in scienza, le scoperte di oggi risiedono nelle osservazioni di ieri.

Ovvero grazie a informazioni e ricerche condotte in passato, si può ripercorre la storia di un qualcosa per portarne un nuovo contributo, migliorando la nozione o unendo i tasselli per costituire una nuova conoscenza.

Hooke fu colui che diede un enorme contributo alla scoperta fatta precedentemente da un certo Leeuwenhoek.

Leeuwenhoek, infatti, si rese conto che c’erano delle unità all’interno di alcune piccole parti d’acqua prelevate da una pozza d’acqua.

Queste unità non erano però ben definite, date le apparecchiature che utilizzava a quei tempi.

Infatti Leeuwenhoek non comprendeva pienamente che cosa stava osservando, anche se iniziò a studiare sempre più a fondo questo fenomeno.

Iniziò a notare che queste unità erano presenti in tanti altri fonti di materia, e non solamente nell’acqua inizialmente più facile da analizzare.

Qui subentrerà Robert Hooke che partendo proprio dagli studi di Leuwenhoek andrà a definire ciò che noi conosciamo come cellula.

Hooke concentrò i suoi studi sul mondo vegetale, andando a notare che nel sughero erano presenti tante piccole unità che si ripetevano in maniera costante da zona a zona.

Chiamò quelle unità “cellule” senza però sapere che erano simili a quelle ritrovate nell’acqua da Leeuwenhoek.




Dalla scoperta della cellula alla teoria cellulare

Hooke non definì in maniera ottimale la cellula, sapeva che c’era un qualcosa che si ripeteva in alcuni tessuti vegetali, ma non sapeva che tale unità era simile fra tutti gli esseri viventi.

Questa conoscenza venne a focalizzarsi solamente 30 anni prima della prima rivoluzione industriale, a fine degli anni 40.

Due studiosi, rispettivamente uno della biologia animale e uno della biologia vegetale, notarono che le loro ricerche riportavano numerosi fattori in comune.

Molti dati osservati fra le piante e gli animali erano simili a livello microscopico, e tutto ciò non poteva essere una coincidenza.

Infatti, quando i due scienziati si resero conto che alcuni elementi erano sostanzialmente identici, decisero di scrivere una teoria.

Quella teoria è ad oggi conosciuta come la teoria cellulare di Schleiden e Schwann.

La teoria cellulare fu un qualcosa che si sviluppò nel tempo, in quanto ci furono molti fattori che poco per volta vennero aggiunti. (Per questo spesso possiamo trovare nozioni differenti nei libri)

Però l’importante è che a quei tempi si venne a comprendere che le cellule sono le unità costitutive di tutti gli esseri viventi, sia animali sia vegetali.

Tutto ciò fu un enorme passo in avanti dopo la scoperta di Hooke, che era focalizzata prevalentemente sul mondo vegetale.

Finalmente le unità notate da Leeuwenhoek erano state accomunate a quelle di Hooke, anche se a distanza di centinaia di anni.

Un altro passo fondamentale della teoria cellulare era quello della collaborazione delle cellule.

Ovvero che un insieme di più cellule può dare origine a degli organismi definiti come complessi.

Infatti, sempre ritornando al sughero: è costituito da una ripetizione di cellule che vanno a creare una sorta di tessuto che andiamo a definire sughero.

Si era creata la distinzione fra organismi unicellulari e pluricellulari.




Il ruolo di Pasteur nella teoria cellulare

Cosa centra l’inventore del processo di pastorizzazione con tutto questo?

Semplice! Si sapeva cosa fosse una cellula, e che era la base costituente sia degli organismi animali che vegetali ma non si sapeva ancora da cosa si originasse.

Infatti ai tempi si pensava che la materia vivente si venisse a creare dalla materia non vivente.

Ovvero che da un mix di sostanze come acqua, terra e sporco si venissero a formare gli esseri viventi.

E’ un discorso abbastanza ampio se andiamo a collegare ciò che conosciamo sul brodo primordiale e sulla cellula ancestrale, ma soffermiamoci a ciò che sapevano ai tempi, o a ciò che credevano di sapere.

In quei anni c’era una forte convinzione di molte persone nel divulgare che gli esseri viventi si venivano a creare dalla materia non vivente, in maniera spontanea.

Cosi per mettere fine a questa sorta di diatriba scientifica, in maniera inaspettata arrivò un certo Louis Pasteur che nella metà del 1800 mise fine a questa discussione.

Pasteur dimostrò che per generare esseri viventi erano necessari altri esseri viventi.

Ovvero che per avere una un insieme di batteri era necessaria un acqua con almeno un batterio al suo interno.

Tutto ciò si dimostrò sterilizzando l’acqua con il calore, ovvero abbassando fortemente la carica batterica al suo interno.

In pratica per dimostrare la proliferazione della vita ad opera dei batteri, Pasteur aveva appena scoperto la pastorizzazione.

Cosi nel corso degli anni, si scoprì prima una sorta unità all’interno dell’acqua e delle feci, successivamente definita come cellula.

Poi questa cellula venne comparata come unità fondamentale sia negli organismi animali che vegetali.

Infine si provò che per avere la presenza di una cellula, necessita la presenza di una cellula precedentemente esistente.

Il tassello mancante adesso è quello di Linneo, Mendel e Darwin con l’evoluzione degli Esseri viventi.




FAQ

Chi ha scoperto la cellula?

La cellula fu scoperta da Robert Hooke che studiando il tessuto del sugherò andò a notare una struttura che si ripeteva nello spazio. Quella struttura sempre identica che costituiva il tessuto fu definita come cellula

Che cosa dice la teoria cellulare?

La teoria cellulare dice che la cellula è il costituente degli organismi viventi animali e vegetali. Oltre che essere in comune fra i vari domini è anche possibile ritrovarla sotto forma di strutture singole o strutture complesse. Gli organismi a strutture singole sono definiti organismi unicellulari, gli organismi a struttura complessa sono definiti come pluricellulari. Successivamente verrà anche aggiunto che ogni cellula avrà un altra cellula che la genera e che ogni cellula possiede del materiale genetico che ne permette la replicazione.

Come fece Pasteur a definire che un essere vivente origina da un altro essere vivente?

A quei tempi c'era la credenza che gli organismi viventi si venissero a creare dalla materia non vivente. Cosi Pasteur dimostrò che solamente da una base vivente poteva avvenire una proliferazione di organismi, tramite ciò che successivamente verrà chiamata duplicazione e replicazione cellulare. Pasteur dimostrò che abbattendo la carica batterica con il calore la proliferazione degli essere viventi era nulla.

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