Dieta chetogenica ed epilessia

Oggi giorno, quando sentiamo citare il termine dieta chetogenica, ci possiamo ritrovare davanti a due possibili situazioni:

  • la prima è una forte indignazione, data dall’idea che questa dieta sia una delle solite trovate dai fan della palestra per perdere peso in modo veloce e poco sano;
  • la seconda è quella di aver di fronte una persona che sa di cosa stiamo parlando, dove però nasce inderogabilmente un dibattito, su come sia meglio attuarla e come carpirne in maniera maggiore i suoi benefici.

Ciò accade prevalentemente perché, anche se si è afferrati nella materia (biochimica), esistono cosi tante varianti da portare inderogabilmente alla discussione; almeno su una delle varie tematiche che la riguardano.

Però, per quanti possano essere afferrati in materia, in pochi ne conoscono davvero l’origine e la sua storia, che inaspettatamente si rivela affascinante.

Affascinante perché andando indietro nel tempo, si scopre che i primi benefici di quello che poi sarebbe andata a denominarsi dieta chetogenica, li ha intuiti Ippocrate.

Quindi, lungi dal pensare che la dieta chetogenica sia una trovata moderna del fitness, le basi e le intuizioni risalgono prima della nascita di cristo.

 

Indice

 

L’intuizione dei benefici della dieta chetogenica

Nel 400 a.C, la medicina era una scienza in forte sviluppo.

Non vi erano ovviamente veri e propri farmaci; e non si utilizzavano i composti chimici sulla base delle funzionalità dei principi attivi.

Ma allora come è possibile dire che la medicina era in forte sviluppo?

Semplicemente, iniziavano a nascere figure che riuscivano a intuire che ciò che mangiamo e il nostro stile di vita, lavoro, routine, andavano ad influire sul nostro corpo e sulla nostra mente,

Si dava grande importanza agli alimenti, considerati tutti pari a farmaci; comprese molte piante benefiche, che se utilizzate al giorno d’oggi dopo anni di studio dalla chimica, è proprio perché erano già inserite nelle tradizioni cinesi, indiane, greche o egiziane.

Queste figure, più che una sorta di medici, al giorno d’oggi possono essere considerati dei veri e propri scienziati.

In quanto con i pochi sistemi a loro disposizione, e le pochissime conoscenze disponibili, testavano in continuazione gli effetti degli alimenti sulle persone.

Per questo l’anno 400 è cosi importante, perché è l’anno di pubblicazione del Corpus Hippocratum, dal quale vengono tratte le prime informazioni che serviranno a creare la famosa dieta chetogenica.

 

Da Ippocrate a Galeno

Se non lo sappiamo, il Corpus Hippocraticum, è una raccolta di circa settanta saggi, contenenti intuizioni, studi e pensieri riguardanti molte materie differenti.

Fra le tutte, un ampia parte di questi manoscritti erano dedicati a quella che noi oggi possiamo chiamare medicina.

Fra questi testi, era descritto un disturbo che oggi conosciamo come epilessia; nel quale erano citati veloci benefici da parte di un particolare regime alimentare.

Era stato notato, che un uomo afflitto da epilessia, era guarito velocemente nel momento in cui aveva smesso di mangiare.

Ovviamente, quest’uomo non era né morto di fame, né guarito; si era semplicemente notato che alla riduzione estrema di alimentazione, i suoi problemi si venivano a risolvere.

Considerando che parliamo di circa 2400 anni fa, l’intuizione è paurosa.

Però c’è anche da dire una cosa, a quei tempi ovviamente le popolazioni erano poco numerose, i trasporti difficili, e le persone malate morivano prematuramente.

Il numero di epilettici trattati era limitato, se non contabile su un palmo della mano.

Cosi 200 anni dopo, un certo Galeno, sulla base dei manoscritti di Ippocrate, iniziò a teorizzare che una dieta molto restrittiva prolungata potesse dare forti benefici alla maggior parte dei pazienti afflitti da epilessia.

 

La dieta chetogenica e l’epilessia

Compiamo un piccolo balzo temporaneo al presente; dopo aver iniziato a comprendere da dove arrivano le prime basi di quelle che oggi è chiamata dieta chetogenica, ci possono nascere forti riflessioni, sia etiche che morali.

Personalmente, mi immagino ogni volta Ippocrate e Galeno che si muovono nella tomba; al sentir dire di tutte quelle inesattezze che si dicono in giro riguardanti la dieta chetogenica.

Anche se è comunque un mio pensiero, dato che gli argomenti che avevano trattato sono estremamente ampi, e il trattamento dell’epilessia era soltanto uno dei tanti.

Però possiamo carpire due informazioni chiavi a questo punto.

La prima informazione è che questo processo metabolico è a tutti gli effetti un qualcosa di teorizzato e applicato nel curare una patologia, che in questo caso non è l’obesità.

La seconda è che al giorno d’oggi viene utilizzato per il suo lato collaterale del perdere molto peso.

Da questa base, si viene a spiegare perché molti medici, che conoscono impeccabilmente la materia, la dieta ed i suoi effetti, sono fortemente contrari nell’applicarla dove non serve.

Infatti anche se molti non ci pensano più, data la sua importanza nell’ambito del dimagrimento; la dieta chetogenica viene tutt’ora utilizzata per trattare molte tipologie d’epilessia.

 

Gli studi del 1900 sulla chetogenica

Dall’antica ed affascinante Grecia, passiamo alla Francia; dove ben 2300 anni dopo, vengono praticati i primi studi moderni sulla dieta chetogenica.

Questi studi, condotti nel 1911, cercavano di mettere a paragone l’efficacia della dieta chetogenica sui pazienti affetti da epilessia, confronto ai farmaci moderni.

Il motivo era, ed in parte è tutt’ora lo stesso: i farmaci per trattare l’epilessia hanno molti effetti collaterali, prevalentemente a livello cognitivo celebrale.

In questo caso, vi era stata fatta una comparazione fra il bromuro di potassio e la chetogenica.

Il risultato fu quello ipotizzato nell’antica Grecia; il regime della chetosi era riuscito a contenere i problemi causati dall’epilessia nella maggior parte dei pazienti.

Però c’erano troppe variabili, a volte i pazienti non avevano il minimo effetto, ma a volte lo stesso identico paziente iniziava a porre benefici.

Mancavano ancora le basi scientifiche su questo approccio, che era visto come una estrema riduzione di alimenti e niente più; fino all’arrivo di Woodyatt.

 

La scoperta dei corpi chetonici

L’ultimo tassello a questa storia, risale circa 10 anni dopo le ricerche francesi.

Il suo nome è Turner Woodyatt, ed è stato un importante medico americano, il quale ha dedicato parte della sua vita allo studio del diabete.

Possiamo ancora leggere tutt’oggi le sue incredibili ricerche, sul sito internet della biblioteca americana di pubblicazioni scientifiche.

Le sue ricerche furono incredibili, e nacquero proprio dagli studi di questa dieta.

Notò che un paziente, nel momento di una forte astensione dal cibo, o di una riduzione drastica di carboidrati, portava il fegato a creare tre nuovi composti chimici in maniera predominante.

Quei 3 composti chimici sono conosciuti ad oggi, sotto il nome di corpi chetonici, e sono:

  • Acetoacetato
  • Acetone
  • Beta-idrossibutirrato

Successivamente, un altro medico pochi anni dopo coniò il nome di dieta chetogenica, come quel regime alimentare dietetico che comporta la creazione di tali composti in maniera predominante nel nostro corpo.

Da qui si andranno a porre tutti i nuovi test di laboratorio e ricerche che negli anni fortificheranno la funzionalità di questa dieta per trattare le persone affette da epilessia ma non solo.

Con una forte efficacia nel trattare prevalentemente i casi più delicati, ovvero quelli infantili.

Per questo, oggi giorno, si sente molto parlare della dieta chetogenica infantile; perché clinicamente riesce a dare una maggiore percentuale di successi nel trattamento della patologia.

Rispondi