Dieta Chetogenica Ciclica

Nell’articolo di oggi, andremo ad analizzare le differenze fra una dieta chetogenica classica ed una dieta chetogenica ciclica.

A confronto dalle diverse tipologie di chetogeniche presenti sul mercato, la dieta chetogenica ciclica, si dimostra come una tipologia di chetosi con molti effetti positivi, rispetto ad una tradizionale con un livello di difficoltà minore nel mantenerla.

Grazie alla sua breve durata, è possibile evitare di combinare danni al nostro organismo, soprattutto se siamo davanti ad una dieta fai-da-te.

Dandoci la possibilità di terminare un ciclo, accettare che è un qualcosa fuori dalle nostre portate teoriche, per poi andare a consultare un medico, un nutrizionista, un dietista o un dietologo; per ripartire con un secondo ciclo in maniera sana ed equilibrata.

Da un punto di vista biochimico, non ci sono differenze metaboliche; in quanto il processo di chetosi rimane sempre quello.

Infatti, la dieta chetogenica, è un regime metabolico molto forte che può portare anche ad infinite complicanze se seguita in maniera sbagliata; andiamo da un professionista!

 

Indice

 

Quanto dura una dieta chetogenica

Generalmente, con una dieta chetogenica normale, si vanno a perdere dagli 8 ai 15 kg al mese, il tutto in base a numerose varianti.

Le più importanti sono le concentrazione di corpi chetonici, sintetizzati dal nostro fegato, ma anche la quantità di attività sportiva e la quantità calorica ingerita.

Raramente si vedono chetogeniche che durano più di un paio di settimane, sia per via del loro potente effetto, sia per la loro difficoltà nel continuarle.

A volte dopo un paio di giorni e un paio di chili persi; una persona abbandona, per tornare ad un regime alimentare normale.

Qui subentra il primo lato positivo della dieta chetogenica ciclica, visto che la durata è limitata è sicuramente più semplice da sopportare.

Noti esperti, fra il quale persino degli italiani, hanno teorizzato una dieta chetogenica ciclica che dura 5 giorni per ciclo

Inizia con una preparazione il Venerdi precedente alla dieta, dove i carboidrati iniziano a calare sotto i 50 grammi giornalieri, per continuare cosi fino a quando non si è entrati in chetosi.

Lunedi, dopo 3 giorni, se non si sono fatti sgarri alla dieta, una persona dovrebbe essere in regime chetogenico, per andare avanti fino a Venerdi.

Sabato e Domenica, avviene una reintegrazione dei carboidrati, ad opera di una alimentazione normale ma pur sempre controllata; dato che non ha senso fare una dieta per poi mangiare dolci infiniti nel week end.

Domenica pomeriggio, si ricomincia a mangiare 50 grammi di carboidrati massimo al giorno, per poi ritornare in chetosi entro poche ore.

 

Servono sempre 72 ore per andare in chetosi?

La risposta è no, per andare in chetosi non esiste un lasso di tempo definito.

Però esistono delle linee guida, e le detta la biochimica.

Per entrare in chetosi, necessita ridurre i carboidrati al di sotto di 50 grammi giornalieri, per andare a rendere la nostra insulina sotto la forma di zimogeno.

In questa forma, l’insulina è semplicemente inattiva, e tutto ciò si verifica perché avremo dei livelli di glicemia al di sotto degli 80 mg.

In questo momento, il corpo che usa prevalentemente glucosio a scopo energetico, inizia a degradare le sue riserve di glicogeno.

Il glicogeno è un accumulo ramificato di glucosio all’interno del fegato; è in grado di sopperire alle mancanze corporee di glucosio per 16 ore.

Di conseguenza, si verifica che questo è il tempo limine minimo per poter iniziare un procedimento come quello della chetosi; ma che spesso non viene attivato in cosi poco tempo, a causa di una alimentazione sbagliata.

Molte volte, anche se seguiti da un medico le persone sbagliato senza saperlo.

Spesso si verifica che durante i pasti liberi, leggendo malamente le tabelle nutrizionali andiamo ad assimilare dosi massicce di carboidrati.

Ciò accade perché esistono alimenti con 50 grammi di carboidrati di cui 1,1 di zuccheri; e al nostro occhio salta in vista questo 1,1 per farli sembrare alimenti concessi.

Questo si ripercuoterà nella fuori uscita dalla chetosi, o nel suo non ingresso.

Gli alimenti concessi per la chetosi sono molti, bisogna solo avere buonsenso di integrare i carboidrati con alimenti sani, e non con una bevanda zuccherata o con una birra.

 

Cosa devo fare se non entro in chetosi?

Ammettere la sconfitta, in quanto se non entri in chetosi, significa che stai attuando una dieta fai-da-te magari suggerita da un sito internet che generalmente tratta dei vip in vacanza.

La chetogenesi è complessa, teoricamente parlando, e se non si hanno le basi è anche solo difficile durare per più di 2-3 giorni.

Girando per internet mi sono ritrovato in alcuni forum, tra il quale alcuni molto datati, dove non c’era un unica volta in cui qualcuno conoscesse genuinamente l’argomento!

C’erano quelli che consigliavano di mangiare solo carne; quelli che consigliavano di mangiare solo liquidi; quelli che ci mettevano 6 mesi ad entrare in chetosi e quelli che insultavano quelli che provavano a fare questo; sostenendo che una iperproteica è l’unica dieta sana, dimenticandosi l’avvelenamento corporeo da ammine.

insomma, con tutte quelle aberranti teorie tirare fuori da chissà dove, potrei andare avanti a scrivere per l’eternità!

Mentre se siamo già seguiti da uno specialista, e abbiamo in mano la sua dieta di 20-40 pagine, è possibile che stiamo sbagliando con le quantità di alcuni alimenti.

Spesso, nella chetogenica, vengono introdotti cibi con livelli di carboidrati abbastanza alti.

I trucco sta nel fatto che, se un alimento ha 50 grammi di carboidrati per ogni etto, ne viene “prescritto” un dosaggio di 20 grammi.

In questo caso, la quantità di carboidrati ingeriti sarà minima, e non minaccerà la nostra chetogenesi.

Però, se non siamo consci di questi meccanismi metabolici, potremmo fare l’errore di mangiare più grammi di questo alimento; pensando che tanto è consigliato all’interno della dieta e che un paio di grammi in più non faccia male.

E cosi ci ritroviamo fuori dalla chetosi; questi sono per esempio, i casi più comuni per il quale non entriamo in chetosi.

 

Conclusione sulla dieta chetogenica ciclica

Indubbiamente, è una delle migliori tipologie di diete chetogeniche.

Aiuta a perdere peso, ma senza attuare periodi lunghi da dieta, dove ogni tentazione può esserne la fine; dato che ad ogni weekend e periodi di fine ciclo, è possibile alimentarci con cibi normalmente zuccherini.

Ci aiuta a mantenere la salute, visto che se al terzo giorno iniziamo a sentirci male per delle carenze di vitamine, minerali o di fibre; a livello mentale sappiamo che possiamo smettere, tanto un nuovo ciclo sarà dietro le porte.

Mentre spesso, quando viene fatta una chetogenica una tantum, le persone tendono a resistere, danneggiandosi il proprio corpo.

Ovviamente, se interrompiamo una chetogenica per problemi fisici, il buonsenso ci impone di andare da uno specialista; o di leggere meglio ciò che ci ha prescritto.

Un altro effetto interessante, è che con ciclici periodi di stop, è possibile reintegrare il glicogeno nei muscoli e nel fegato ogni settimana.

Stesso ragionamento vale per i liquidi corporei, che con l’assunzione di carboidrati vengono ristabiliti in maniera corretta, evitando i forti fastidi della disidratazione.

Questo meccanismo comporta sicuramente ad una migliore resa energetica, e sensazione di benessere a livello muscolare.

Infine, secondo determinate diete del digiuno, che a tutti gli effetti si basano su chetogeniche di 5 giorni; si è dimostrato come il corpo, nel momento in cui torna a mangiare, subisca dei benefici veramente potenti.

Inizia un processo di sostituzione di tutte quelle cellule che sono danneggiate e deboli, il ciò aiuta completamente a un rinnovo corporeo, riducendo persino i rischi collegati a determinate patologie.

In ogni caso, la regola però sussiste: andate da uno specialista.

Mentre qui, ti lascio un elenco delle 29 domande più comuni sulla dieta chetogenica.

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