Come si misurano i Chetoni nelle Urine, Alito, Sangue

La dieta chetogenica, è un particolare regime metabolico indotto da un assunzione estremamente ridotta di carboidrati.

L’effetto a livello fisiologico nel nostro corpo, è quello di spingere il nostro fegato a sintetizzare delle molecole chiamati corpi chetonici.

Questa sintesi deriva completamente dalle nostre riserve di grasso, e per questo motivo, si induce una forte e rapida perdita di peso.

Al momento, sicuramente la dieta chetogenica, è la dieta più forte ed efficacie in circolazione; però al tempo stessa è fra le più difficili da seguire in maniera sana e corretta.

La difficoltà sussiste dalla comprensione di questa dieta, che non è soltanto una riduzione di calorie ingerite nel corpo, ma l’attivazione vera e propria di nuovi circoli metabolici, che prima di questa dieta erano debolmente attivati.

In questo articolo, verranno citate le metodologie per comprendere se siamo entrati in questo processo metabolico, con e senza test.

Inutile dire, che l’utilizzo di un test, per un controllo periodico è di grande buonsenso.

Il consiglio, quasi perentorio, è quello di affiancarsi ad un medico di fiducia o specialista, per farsi valutare fisicamente e monitorare; in quanto fare una chetogenesi fai da te, potrebbe portare a effetti molto negativi.




Indice

 

Come misurare i corpi chetonici senza test

Entriamo nel cardine di questo argomento, dal punto della biochimicasiamo in chetosi solo quando iniziamo a produrre una massiccia dose di corpi chetonici.

Questa dose elevata, comporta nel nostro corpo degli elevati cambiamenti metabolici, permettendoci come prima cosa, di avere degli indizi, sul fatto di essere entrati in chetogenesi.

L’indizio più comune da decifrare, è quello di sentire il gusto del nostro alito.

 

Alito dolce in chetosi

Inizialmente potrebbe sembrare buffo, o bizzarro; chiunque può avere un alito non gradevole la mattina, per svariati motivi.

Ma ciò che a noi interessa, non è se l’alito è sgradevole, ma se possiede un lieve gusto agrodolce.

Il motivo è abbastanza semplice, uno dei tre corpi chetonici, si chiama acetone, ed è esalato spontaneamente, grazie a una reazione chimica di decarbossilazione.

Tale reazione chimica, permette al nostro chetone di uscire direttamente dalle nostre vie respiratorie, donando al nostro fiato un leggero ma persistente gusto dolce.

Ovviamente, non parliamo di un gusto zuccherino piacevole, ma di un gusto simil zuccherino mediamente sgradevole e fastidioso.




Mal di testa in chetosi

Questo è il secondo modo per essere quasi certi di essere entrati in pieno regime chetogenico; anche se è un segnale negativo, che ci fa comprendere di star attuando una chetogenesi sbagliata.

Nel momento in cui andiamo a ridurre drasticamente i carboidrati, il nostro corpo in maniera del tutto fisiologica inizia a perdere un grande quantitativo di acqua.

Il motivo lo dice il nome stesso del composto: idrati di carbonio.

A tutti gli effetti, gli zuccheri sono in grado di mantenersi accanto un certo livello di liquidi, che devono essere compensati durante una dieta chetogenica.

Il tutto sulla base dell’osmosi e della pressione osmotica cellulare.

L’effetto più comune, appena entrati in chetosi è infatti quello di avere un forte mal di testa, a cavallo fra il secondo ed il terzo giorno di dieta.

Questo disagio, ci deve far capire che la nostra dieta è impostata male.

C’è una necessita maggiore di introdurre acqua, di almeno 2 litri al giorno e anche una necessità di incrementare il sale negli alimenti.

Aumentiamo il numero di verdure, per poter integrare dei liquidi anche da esse, e mettiamo attenzione sugli alimenti che mangiamo.

Tutto ciò, con una buona dose di buonsenso ovviamente; il motivo per l’aumento del sale sugli alimenti ha un effetto di ritenzione idrica, e in questo modo si sostituisce leggermente al ruolo che i carboidrati riuscivano a compiere prima.

Quindi per ricapitolare, il mal di testa da chetosi, in concomitanza con un alito dolciastro, sono due sintomi innegabili dell’ingresso in questo regime metabolico; ma al tempo stesso, ci fanno capire che ci stiamo alimentano ed idratando in maniera scorretta.

 

Come misurare i corpi chetonici con i test

Questo metodo è sicuramente quello più consigliato, in quanto danno una verifica molto accurata sull’ingresso in chetogenesi.

Tuttavia, la diversità di questi test, comporta limitazioni e risultati non attendibili dal punto di vista della quantità di chetoni; ad eccezione del test più accurato, gli esami del sangue.




Chetoni nel sangue

Come appena citato, il primo modo per eseguire un test dei corpi chetonici, è quello di fare esami del sangue o utilizzare specifiche apparecchiature, come quelle per i diabetici.

è una semplice apparecchiatura medica, che comprende una piccola zona dove uscire un piccolissimo ago, che bucherà in maniera quasi impercettibile la pelle.

Ciò servirà nel prelevare una goccia di sangue, e verificare la presenza dei composti chetonici in circolo per il flusso sanguigno.

Sicuramente è il miglior modo per poter valutare il livello di chetoni nel sangue, ma è anche quello più oneroso, in quanto questa apparecchiatura è molto costosa.

 

Chetoni nell’alito

Il motivo per il quale i chetoni sono presenti nell’alito, sono stati spiegati nei paragrafi precedenti; quindi eviterò di ripeterli.

La differenza, con un banale test organolettico del nostro alito, è quello di poter misurare queste esalazioni in maniera appropriata.

Il test dell’alito si effettua grazie a un macchinario simile all’alcol test utilizzato dalle forze dell’ordine.

Si soffia in maniera adeguata all’interno di un apposito strumento, che andrà a misurare la quantità di acetone.

Questo test è assolutamente valido ed accurato, per capire se siamo in chetogenesi, ma avrà una sensibilità inferiore rispetto agli esami del sangue.

 

Chetoni nelle urine

Questo è l’ultimo metodo diagnostico per comprendere se siamo a tutti gli effetti in chetosi.

Questo test, facile, poco costoso ed assolutamente non invasivo è anche il meno accurato.

Non perché sia un test inefficiente, ma perché la concentrazioni di corpi chetonici nelle urine, può essere variabile in base a molti fattori e per di più non veritiera coi livelli nel sangue.

è possibile infatti, risultare positivi al test delle urine, in quanto vengono prodotti corpi chetonici; ma il nostro corpo non li sta ancora utilizzando a completo regime.

In tal caso, siamo di fronte ad un falso positivo, perché si abbiamo chetoni nelle urine, ma non siamo a tutti gli effetti in chetogenesi.

Ciò nonostante, il controllo attraverso le urine, è un ottimo modo per comprendere se la nostra dieta sta funzionando o no.

I corpi chetonici rilevabili da questi stick, sono misurabili solamente se ci stiamo avvicinando in chetosi, o ci siamo già entrati.

Di conseguenza questo test ha un’ottima validità per riscontrare la presenza di questi composti; ma non per l’effettiva validità a livello circolatorio.

Per ricapitolare, possiamo avere alti livelli nelle urine, ma bassi nel sangue.

Per non parlare della diluizione, in base a quanto berremo, la concentrazione di chetoni nelle urine sarà differente.

Paradossalmente, questo test può essere più utile per capire quando sgarriamo con qualche alimento, che ci farà uscire dalla chetosi e ci farà avere un esito negativo.




Come funziona il test delle urine per chetoni

è un semplice farmaco da banco, venduto presso ogni farmacia.

All’interno contiene un quantitativo variabile di strisce reattive, che andranno a misurare i chetoni.

Detta in maniera più semplice, sono dei bastoncini piatti di plastica, con in fondo un piccolo punto con del tessuto impregnato di composti chimici.

Questo tessuto, a contatto con le urine, andrà in contro a una colorazione se ci sarà una presenza di composti chetonici.

Per effettuare il test in maniera corretta, bisogna sempre leggere le indicazioni del produttore e leggere accuratamente il foglio illustrativo.

Però esistono in ogni caso delle linee guida, al quale possiamo attenerci.

  • Mantenere il flacone in una zona non esposta a sole, umidità e calore.
  • Aprire e chiudere il flacone velocemente, non permettendo all’ambiente circostante di contaminarlo.
  • Non toccare con le mani la parte reattiva del test, dovrà essere sterile per avere un corretto risultato.
  • Se nel test si dice “immergere nelle urine per un secondo” urinate in un contenitore e replicate ciò.
  • Mentre se viene espressamente detto che è possibile usare quel test sotto il naturale flusso delle urine, in quel caso è possibile usarlo direttamente, )ma ad un flusso di pressione moderato, evitiamo di “barare”)

Come abbiamo visto, essendo il test non invasivo e semplice da attuare, possiamo utilizzarlo ogni volta che desideriamo per tenere controllati i chetoni nelle urine.

Se da un giorno all’altro notiamo un incredibile aumento, andiamo a riflettere sulla nostra idratazione.

Mentre se da un giorno all’altro vediamo la scomparsa della positività del test, andiamo ad analizzare gli alimenti che abbiamo mangiato, in quanto avremo sicuramente fatto un errore.

Per altre informazioni riguardante la dieta chetogenica è possibile leggere questo articolo riassuntivo.

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