Caratteristiche dell’organismo vegetale – autotrofo, eterotrofo

Gli organismi viventi di qualsiasi complessità o dimensione, hanno la caratteristica comune del dover utilizzare l’energia per vivere.

Questa energia è sempre ricavata dall’ambiente in cui essi vivono, ed ha la funzione di permettere lo svolgimento dei processi metabolici indispensabili per la loro sopravvivenza.

tre distinzioni nelle modalità d’assunzione d’energia

  1. Gli organismi che hanno la capacità di creare il loro stesso cibo
  2. Organismi che sono in grado di assorbirlo dall’ambiente
  3. Organismi che devono ingerire il cibo.

Gli organismi che hanno la capacità di produrre autonomamente il loro cibo, nel corso dell’evoluzione hanno migliorato le loro capacità inerenti a questa sfera, in modo da migliorare ed aumentare il loro periodo di vita.

Questi organismi sono chiamati vegetali, o comunemente in modo gergale piante.

Gli organismi che invece ingeriscono il cibo come fonte d’energia, col passare del tempo hanno perfezionato tutte quelle caratteristiche per migliorare la loro funzionalità, e vengono chiamati animali.

Mentre gli organismi che assorbono il loro cibo sono detti funghi, ad eccezione di alcune piante ed animali quali saprofiti o parassiti.

 

La costante eccezione

In ogni materia scientifica, si è abituati ad apprendere un numero variopinto di regole e fenomeni, ciò che però è meglio comprendere fin da subito è che:

Per ogni argomento, fenomeno, fattore, membrana, cellula, esiste ed esisterà sempre un eccezione.

Questo concetto è importante da comprendere, perché grazie alle eccezioni c’è la possibilità di studiare e conoscere nuovi fenomeni e processi.

Quindi quando studiamo un argomento, come per esempio una struttura secondaria di un tessuto delle piante, ricordiamoci sempre, che esisterà una pianta nel quale tale struttura sarà modificata o diversa.

Ricordiamo però che l’eccezione è una piccola parola, all’interno di un libro colmo di pagine chiamato regola.

 

Caratteristiche base degli organismi vegetali

Gli organismi vegetali hanno la capacità di trasformare la sostanza inorganica in sostanza organica.

Nel concreto, sono in grado di trasformare l’anidride carbonica, acqua e sali minerali (definiti come composti inorganici) in glucosio, uno zucchero semplice di composizione organica.

Il tutto rilasciando anche ossigeno in atmosfera.

Nota bene: rilascia una molecola di ossigeno, non un atomo di ossigeno.

Il glucosio è definito zucchero semplice in quanto è composto da una singola molecola di zucchero.

Mentre uno zucchero complesso, per esempio il saccarosio, è composto da due molecole, una di glucosio e una di fruttosio, unite tramite un legame chimico.

Tutto questo processo avviene grazie all’utilizzo dell’energia, proveniente dal sole, da parte della famosa clorofilla.

Questo processo è noto come fotosintesi clorofilliana.

Autotrofi o Eterotrofi

Ogni essere vivente che in differenti modi utilizza la sostanza organica prodotta dalle piante, per ricavare energia, viene definito come eterotrofo ovvero “consumatore”.

Per esempio, un animale carnivoro è eterotrofo, perché si ciba di un animale erbivoro che a sua volta assimila sostanze organiche dai vegetali.

Mentre un organismo che si produce da solo il proprio cibo, tramite la fotosintesi clorofilliana è definito autotrofo.

Quindi:

  • Eterotrofo: si ciba
  • Autotrofo: si produce da solo il cibo

 

Altre caratteristiche base vegetali

In generale le cellule vegetali sono delimitate da una parete rigida, chiamata parete cellulare,  costituita prevalentemente da molti polimeri di glucosio, chiamati cellulosa.

Sono immobili, e sono privi di un tessuto dedicato al loro movimento.

Non possiedono un sistema nervoso, anche se però sono in grado di reagire agli stimoli complessi dell’ambiente.

Non possiedono neanche un sistema escretore, infatti utilizzano il vacuolo, un organo specializzato al loro interno per accumulare le varie scorie prodotte.

Possiede un efficiente sistema ormonale che va a colmare la carenza di tessuto nervoso.

La crescita dell’organismo vegetale è divisa in compartimenti, definiti spesso sui manuali come moduli.

I moduli sono rispettivamente foglie, fusto e radici.

Il fusto e le radici sono ad accrescimento indefinito, ovvero crescono fino alla morte dell’organismo.

Le foglie sono ad accrescimento definito, ovvero a fine stagione, iniziano a cadere o marcire per essere ricreate ex novo l’anno successivo.

La crescita di dimensioni è dovuta prevalentemente alle divisioni cellulare attuate in determinate zone con la presenza di un tessuto detto meristematico.

I meristemi hanno diverse tipologie, (ovviamente affrontate in un futuro in articoli a loro dedicati); per adesso ci basta sapere che l’innalzamento ed ispessimento delle piante avviene grazie ai meristemi.

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