Angelica

L’Angelica Officinalis o Angelica Archangelica è una pianta originaria del Nord America e del Nord Europa.

Comunemente chiamata angelica, è una pianta biennale che raggiunge l’altezza di circa un metro.

Essendo biennale, ovvero ha un ciclo di vita di due anni, bisogna stare attenti a raccoglierla, in quanto la maggior quantità di principi attivi vi si ritrovano solo durante il secondo anno di vita.

Infatti durante i primi 365 giorni, la funzione biologica della pianta è solamente quella dell’accrescimento, in quanto non vi è nemmeno una vera e propria fioritura.

In Italia l’angelica è una pianta abbastanza rara, che si può ritrovare solo in determinati posti, localizzati nelle valli delle Alpi in zone molto soleggiate ed a riparo dai forti venti.

Da un punto di vista nutrizionale, l’angelica risulta una pianta benefica e medicinale in quanto contiene un grande numero di flavonoidi, fitoestrogeni e molti composti organici, fra cui le cumarine.

Tali elementi le conferiscono numerose proprietà benefiche, fra cui molte abbastanza particolari, che vedremo fra un paio di paragrafi.

Essendo una famiglia abbastanza ampia, è possibile confonderla con altre piante simili, ma con un odore molto differente.

Infatti il modo più semplice per riconoscere questa pianta dalle sue sorelle è odorarla; tutto ciò grazie al suo contenuto in oli essenziali, che le donano un profumo molto persistente.

Come si può capire dal suo secondo nome “Archangelica” la sua etimologia deriva dalla credenza che questa pianta sia stata donata all’umanità da un arcangelo.

Tale credenza la rese anche principale componente di un particolare infuso, popolare nel 1500, a cui venivano attribuite le capacità di poter allungare la vita.

Ovviamente tale credenza era esagerata, anche se l’angelica possiede realmente molti effetti positivi per il nostro corpo.

 

Indice

 

Classificazione

Nome Scientifico: Angelica officinali o Angelica Archangelica

In questo caso, ritroviamo due nomi scientifici, uno dato dalla tassonomia moderna, uno invece dato da una caratteristica o da cenno storico della pianta; in questo caso il secondo nome viene detto “nomen conservandum

Famiglia: Apiaceae

Droga: radice e frutti

Col termine droga, in botanica, si va a definire quale organo della pianta viene utilizzato, data la sua maggiore concentrazione di principi attivi.

Tempo Balsamico: secondo anno di vita

Col termine tempo balsamico, si intende invece quel periodo in cui la pianta possiede la maggiore concentrazione di principi attivi, può dipendere dalle stagioni, mesi, orari delle giornate, ma anche dal tempo di vita delle piante.

 

Perché l’angelica fa bene

L’angelica fa bene ed è considerata una pianta medicinale, perché grazie alle sue componenti organiche ha determinati effetti esplicabili sul nostro corpo.

Molti effetti, sono dati dalle componenti in fitoestrogenicumarine ritrovabili al suo interno, che porteranno ad effetti anche ad effetti sui nostri organi sessuali.

Altri benefici sono dati dai composti flavonoidi con il potere antiossidante e dagli oli essenziali presenti all’interno di questa pianta, con anche riconosciute proprietà antibatteriche.

Ovviamente non è tutto oro quel che luccica, più una pianta possiede composti forti e più potranno essere potenzialmente gli effetti indesiderati.

Questa pianta infatti, in un passato remoto, veniva utilizzata per indurre l’aborto, grazie alle sue capacita di creare contrazioni al livello uterino.

Tale proprietà la rende ovviamente sconsigliata nei casi generici di gravidanza.

Di sicuro interessante l’effetto metabolico, non nel fatto di aiutare a perdere peso, ma esattamente nel suo opposto.

Può essere utilizzato nei casi di anoressia, per aiutare ad aumentare lo stimolo della fame.

Inoltre anche l’utilizzo atipico per l’eiaculazione precoce, rende sicuramente questa pianta abbastanza particolare nel suo genere.

Nel caso in cui sei interessato ad un elenco a scopo informativo, con i vari benefici ottenibile dalle piante benefiche trattate fino ad ora, puoi utilizzare questo elenco, semplice e veloce!

 

Azione antibatterica

L’azione antibatterica si verifica in ogni pianta che abbia sacche schizogene o altre modalità per la produzione di oli essenziali.

L’angelica infatti rientra in quella categoria di piante dal quale è possibile estrarre un olio essenziale, che a differenza di quello che si pensa, non è un olio vero, ma un semplice concentrato di principi attivi.

L’olio essenziale d’angelica, possiede un effetto antibatterico, su determinati ceppi chiamati gram positivi.

 

Azione fitoestrogena

Grazie al contenuto in fitoestrogeni presenti in modo naturale nell’angelica, questa pianta ha un attività modulante sugli estrogeni.

Tale proprietà è utilizzabile nei casi di menopausa e di amenorrea, ovvero nella mancanza di ciclo mestruale; comportandosi come un regolatore dell’attività naturale dell’utero.

 

Funzione spasmolitica

L’azione spasmolitica attuata dall’angelica dipende da un composto chiamato allicina.

L’allicina, grazie alla sua attività biologica, agisce sulla muscolatura dell’intestino, riducendo cosi le sue contrazioni.

Tale effetto può essere molto positivo nei casi di diarrea.

 

Effetto ipotensivo

L’angelica possiede anche un effetto ipotensivo, utile nei casi di pressione alta.

Questo lieve effetto è dato sempre dal composto precedente, ovvero dall’allicina.

In questo caso, si verifica una lieve effetto ipotensivo, perché si va a rilassare la muscolatura liscia dei vasi sanguigni.

 

Previene l’eiaculazione precoce

Sicuramente un effetto atipico ed alquanto interessante.

Come prima cosa bisogna capire che l’angelica non possiede una proprietà diretta sull’eiaculazione maschile, ma tale effetto viene esplicato grazie a un altra sua funzione, ovvero quella analgesica.

In pratica, si è notato che applicando l’angelica direttamente sull’organo sessuale maschile, si veniva ad ottenere un lieve effetto anestetizzante, che aiutava a ritardare l’eiaculazione.

Di conseguenza si è iniziato a produrre in ambito cosmetico, delle creme con al loro interno un mix di erbe, fra cui l’angelica.

L’applicazione di queste creme direttamente sul pene, porta ad una diminuzione della sensibilità locale, il tutto viene esplicato in un ritardo nella prestazione.

 

Attività Espettorante

Torniamo alle funzionalità classiche delle piante benefiche!

Anche questo beneficio è dato nello specifico dall’olio essenziale di angelica.

Quando viene inalato, si verifica una dilatazione delle prime vie aeree, questo effetto aiuta ad espellere il muco in eccesso, e migliora la respirazione nei casi di infiammazioni.

Non bisogna confondere l’effetto espettorante da quello balsamico, infatti l’effetto balsamico possiede una maggiore proprietà antibatterica, che aiuta a ridurre le infiammazioni delle vie aeree.

 

Effetto sul Metabolismo

Anche in questo caso, ci ritroviamo difronte ad una proprietà molto interessante dell’angelica.

In pratica, si è notato che l’infuso di angelica ha un attività sulla digestione e sul senso di fame.

Assumendola durante la giornata, ma anche semplicemente prima dei pasti, si attua un effetto esplicabile nell’incremento dell’appetito.

Questo interessantissimo effetto, può essere utilizzato nei casi di anoressia, o semplicemente in tutti quei casi in cui si verifica una perdita di peso non desiderata.

Ovviamente questa funzionalità può aiutare a mantenere o aumentare il nostro peso; però prima di tutto dovremmo assicurarci di consultare un medico, in quanto avere difficoltà nell’aumento del peso, può nascondere varie patologie e problemi ormonali.

 

Funzione Carminativa

Questa funzione è già stata notata in più piante trattate fino ad oggi.

Col termine carminativo, si intende quel processo per favorire l’assorbimento dei gas intestinali e per facilitare la loro espulsione.

Tale effetto risulta molti utile nei casi delle dolorose coliche, ma anche nelle eventualità di determinate gastriti.

 

Effetto Analgesico

Questo effetto è lo stesso alla base della proprietà anti eiaculazione.

All’interno dell’angelica, sono presenti determinate molecole che hanno un attività antinfiammatoria, facilmente accumulabili al classico acido acetilsalicilico, ovvero la comune aspirina.

Questo effetto può essere utilizzato nei casi di emicrania, ma anche per i classici dolori da ciclo mestruale, detti in termine medico dismenorrea.

 

Azione immunomodulante

All’interno dell’angelica ritroviamo determinati composti chiamati cumarine.

Questi composti, assieme a determinati polisaccaridi, aumentano le attività dei leucociti, che sono le cellule che coinvolte nella risposta immunitaria del nostro corpo.

L’effetto esplicabile di conseguenza è un miglioramento della nostra difesa immunitaria.

Questa azione funziona in perfetta sinergia con l’effetto analgesico trattato in precedenza.

 

Usi e Dosaggi

Esistono principalmente tre modalità per assumere l’angelica, l’infuso, l’acqua aromatica comunemente detto “estratto acquoso” e l’olio essenziale.

Nel caso dell’infuso, il procedimento è molto semplice ed è lo stesso della preparazione di una tazza di tè o di tisana.

Bisogna mettere in infusione le foglie d’angelica per 10 minuti in acqua bollente, il dosaggio generalmente utilizzato è quello di 3-5 grammi a tazza.

Si può utilizzare anche l’estratto acquoso, che è un sotto prodotto della distillazione dell’olio essenziale.

In pratica, quando andiamo a creare l’olio essenziale di una pianta tramite di evaporazione, si va a distillare un piccolo quantitativo di olio essenziale e un grande quantitativo di acqua aromatica.

Quest’acqua, in apparenza prodotto di scarto, è possibile utilizzarla diluita in acqua fresca, avendo anch’essa una grande quantità di principi attivi, comunque inferiore a quelli dell’olio essenziale.

L’ultimo caso è quello dell’olio essenziale, il cui utilizzo è vario e dipende solo dalla fantasia, il tutto però controllato da un paio di regole.

 

Regole per oli essenziali

La regola più importante, è quella di non sottovalutare l’olio essenziale, è un mix potente di principi attivi, e come tale bisogna utilizzarlo con cautela e buonsenso.

Infatti non bisogna mai applicarlo sulla pelle senza un attenta diluizione, in quanto andrebbe a bruciarla, essendo troppo potente.

è possibile diluirlo in creme ed oli per fare dei massaggi o per applicarlo direttamente sulla pelle.

Mentre nel caso dell’assunzione diretta, bisogna diluirlo nel miele o in una zolletta di zucchero.

Si può anche diffondere nell’aria tramite un diffusore ultrasonico di ultima generazione o con il classico diffusore a candela o da calorifero.

è anche possibile diluirlo nella vasca da bagno, facendo sempre attenzione alle quantità.

 

Controindicazioni 

Esistono principalmente due controindicazioni per l’Angelica Officinalis.

La prima è quella del possibile rischio di dermatiti e di vulnerabilità della pelle al sole, comunemente chiamata fotosensibilizzazione.

Se viene applicata direttamente sulla pelle, evitiamo l’esposizione al sole.

La seconda controindicazione è invece quella dell’evitarla durante la gravidanza.

Avendo l’angelica l’effetto di poter causare contrazioni a livello uterino, è altamente sconsigliata in caso di gravidanza, ma anche nel caso di allattamento.

In quando possiede anche dei composti che il bambino appena nato non è in grado di metabolizzare.

 

Conclusioni

L’angelica è sicuramente una pianta benefica ricca di molte proprietà fra cui alcune molto particolari.

Sicuramente sono degne di nota le sue proprietà analgesiche, utilizzate anche nell’ambito sessuale, per il trattamento dell’eiaculazione precoce.

Ma anche la sua funzione metabolica nell’aumentare il senso della fame, è una proprietà più che interessante, abbastanza rara nelle piante.

Di sicuro l’angelica dovrebbe essere più conosciuta dalla popolazione italiana, visto che i bassi consumi la rendono una pianta molto costosa, tanto che è capitato di ritrovare un suo olio essenziale all’esorbitante prezzo di 60 euro. (considerando che la maggior parte degli oli essenziali viene commercializzato dai 6 ai 15 euro)

Rispondi